gestiva e commovente. Anzi, le guide successive, ad iniziare da quella del 1589,
quasi a sottolinearlo, nella parte introduttiva in prosa, aggiungono per la scena
l’aggettivo «bellissima».
Intanto Galeazzo Alessi verso il 1567-68, nel suo grandioso piano di ristrutturazione generale del Monte aveva progettato di trasferire l’Orazione nell’Orto
«seguendo l’ordine», dopo la visita alla Cena (situata sul Monte Sion) stabilendo di «uscire per una porta della città (di Gerusalemme) e pervenire ad un
tempio che si doveva fare secondo che ho dimostrato al luogo suo». L’ubicazione scelta è ad oriente, nello spazio allora totalmente libero tra il complesso
della Natività e l’originaria cappella dell’Ultima cena (attuale ex cappella degli
Esercizi), ossia nella zona adiacente all’attuale abside della Basilica dell’Assunta.
Infatti nella planimetria generale che apre il «Libro dei Misteri», la cappella
risulta indicata in quella zona da un riquadro tratteggiato fittamente, di colore
scuro, contrassegnato dall’abbreviazione «ORA», ovviamente per «Orazione
nell’orto». E la cappella si ritrova segnata nell’identica posizione nei due progetti di pianificazione del Sacro Monte della Raccolta Ferrari (1576-80 circa).
Il tempietto sarebbe venuto così ad inserirsi esattamente dal punto di vista cronologico-narrativo tra l’Ultima Cena d’allora e la Cattura, che si trovava in quel
tempo sulla Piazza Maggiore, ove oggi c’è la Cena.
Il progetto dell’Alessi prevedeva un’edificio particolarmente ricercato ed elegante, di tipico gusto manieristico, a pianta ottagona, contrariamente, a quanto
schizzato nella planimetria generale, coronato da una cupola ad otto spicchi,
conchiusa da una palla reggente una sottile guglia. Ma l’archetto ce ne dà una
duplice redazione a scelta: una più semplice, con un solo corpo di fabbrica aggettante sulla parte tergale dell’ottagono, ed una più complessa, con tre atri architravati, uno in facciata, uno a destra ed uno a sinistra, dell’ottagono sorretti
da pilastri corinzi e conchiusi da un classico timpano triangolare, che davano
all’edificio la forma di una croce greca.
Nell’interno la scena ideata dall’Alessi prevedeva, secondo uno schema accentuatamente verticale: in alto nella cupola l’angelo fra le nubi, a metà su di
una montagnola il Cristo genuflesso, ed in basso in primo piano i tre discepoli dormienti, unificando così in un’unica cappella i due misteri dell’Orazione
nell’orto e dei Tre discepoli dormienti.
Pochi anni dopo la redazione di questi disegni, nel memoriale del novembre
1572 si stabilisce, tra le tante altre cose, di dare inizio anche a quest’opera: «Et
poi fare il misterio dove il N.S. fa l’oratione con lì discepoli che dormono da
loro stabiliti fuori di Jerusalem».
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Cappella - 21