Storia del Sacro Monte di Varallo | Page 222

zione nell’orto, bisogna prima passare («perverso ordine») davanti alla cappella della Cattura, allora situata sulla Piazza Maggiore, dove ora c’è la Cena. Egli nota inoltre che per giungere all’Agonia bisogna discendere («descenditur ad Christum orantem in horto positum in antro saxeo»), E che il mistero fosse proprio rappresentato entro una grotta «antro saxeo» come a Gerusalemme, lo dice per prima esplicitamente la guida del 1514 con questi versi: «Sequita pur veder la Sancta crota Ove il Signor si vede adorare...». Anche tutte le altre guide della seconda metà del Cinquecento ribadiscono costantemente che la scena era raffigurata entro una grotta. Quelle del 1566 e del 1570 così dicono: «In una grotta dunque troverai Come stesse il Signore in oratione». Quelle successive si esprimono con poche varianti. Lo conferma poi, come si è visto, nel 1593 il vescovo Bascapè dicendo che la scena si trova «in antro saxeo», Ora, nella planimetria generale del «Libro dei Misteri» si vede distintamente all’estremità destra, quasi ai piedi della cappella del Viri Galilei (contraddistinta però alla didascalia «Lo Spiritu Santo») e poco prima dei Sepolcri di Gioachino ed Anna (segnati con la scritta «Qui si farà il giuditio»), un piccolo contorno irregolare, più profondo che largo, privo di iscrizione, che non corriponde ad un vero e proprio edificio, ma che suggerisce immediatamente l’idea di una grotta, lungo il tracciato rettilineo che conduce in discesa verso il Sepolcro della Madonna. Tutte le indicazioni precedentemente esposte e la corrispondenza topografica con la Grotta del Getzemani a Gerusalemme portano a conchiudere in modo indiscutibile che quello doveva essere il luogo dell’Agonia nell’orto degli ulivi. La sede di questo mistero si vede ancor meglio nell’identica posizione nella planimetria generale del Monte appartenente alla Collezione Ferrari dell’Ambrosiana di Milano, databile attorno al 1576-80, e dovuta molto probabilmente all’architetto milanese Martino Bassi. Essa appare ora costituita da un piccolo edificio quadrato, grande come il Sepolcro della Madonna, con tre lati in muratura (quello anteriore con l’apertura al centro ed i due laterali), mentre quello di fondo risulta irregolare ed incerto. Segno che si doveva trattare di un singolare complesso (un po’ come le grotte dell’Annunciazione e della Natività) in parte costruito (la zona accessibile ai fedeli) ed in parte ricavato dalla viva roccia (la zona posteriore riservata alla scena sacra). Pressoché identica è la raffigurazione che appare anche nella seconda plani222 Cappella - 21