zione nell’orto, bisogna prima passare («perverso ordine») davanti alla cappella
della Cattura, allora situata sulla Piazza Maggiore, dove ora c’è la Cena. Egli
nota inoltre che per giungere all’Agonia bisogna discendere («descenditur ad
Christum orantem in horto positum in antro saxeo»),
E che il mistero fosse proprio rappresentato entro una grotta «antro saxeo»
come a Gerusalemme, lo dice per prima esplicitamente la guida del 1514 con
questi versi:
«Sequita pur veder la Sancta crota Ove il Signor si vede adorare...».
Anche tutte le altre guide della seconda metà del Cinquecento ribadiscono
costantemente che la scena era raffigurata entro una grotta. Quelle del 1566 e
del 1570 così dicono:
«In una grotta dunque troverai Come stesse il Signore in oratione».
Quelle successive si esprimono con poche varianti. Lo conferma poi, come
si è visto, nel 1593 il vescovo Bascapè dicendo che la scena si trova «in antro
saxeo»,
Ora, nella planimetria generale del «Libro dei Misteri» si vede distintamente all’estremità destra, quasi ai piedi della cappella del Viri Galilei (contraddistinta però alla didascalia «Lo Spiritu Santo») e poco prima dei Sepolcri di
Gioachino ed Anna (segnati con la scritta «Qui si farà il giuditio»), un piccolo
contorno irregolare, più profondo che largo, privo di iscrizione, che non corriponde ad un vero e proprio edificio, ma che suggerisce immediatamente l’idea
di una grotta, lungo il tracciato rettilineo che conduce in discesa verso il Sepolcro
della Madonna.
Tutte le indicazioni precedentemente esposte e la corrispondenza topografica con la Grotta del Getzemani a Gerusalemme portano a conchiudere in modo
indiscutibile che quello doveva essere il luogo dell’Agonia nell’orto degli ulivi.
La sede di questo mistero si vede ancor meglio nell’identica posizione nella
planimetria generale del Monte appartenente alla Collezione Ferrari dell’Ambrosiana di Milano, databile attorno al 1576-80, e dovuta molto probabilmente
all’architetto milanese Martino Bassi. Essa appare ora costituita da un piccolo
edificio quadrato, grande come il Sepolcro della Madonna, con tre lati in muratura (quello anteriore con l’apertura al centro ed i due laterali), mentre quello di
fondo risulta irregolare ed incerto. Segno che si doveva trattare di un singolare
complesso (un po’ come le grotte dell’Annunciazione e della Natività) in parte
costruito (la zona accessibile ai fedeli) ed in parte ricavato dalla viva roccia (la
zona posteriore riservata alla scena sacra).
Pressoché identica è la raffigurazione che appare anche nella seconda plani222
Cappella - 21