e che venne successivamente mutata in una narrazione cronologica per immagini della vita di Gesù, cosicché la cappella dovette subire ben tre successive redazioni.
La prima risaliva sicuramente al piano originario del fondatore della grande
impresa varallese, cioè agli ultimi anni del Quattrocento, essendo sorta ad imitazione della Grotta dell’agonia venerata nell’Orto del Getsemani a Gerusalemme. Essa infatti era ubicata lungo la Valle di Giosafat, ai piedi del Monte degli
Ulivi.
La valle, oggi non più riconoscibile, corrispondeva all’attuale zona occidentale
della Piazza Maggiore fiancheggiante l’edificio della Scala Santa, e scendeva verso il Sepolcr o della Madonna, oltrepassando l’attuale arco che immette nell’ex
Piazzale della Teleferica.
Il Monte degli Ulivi, che si sviluppava parallelamente alla Valle di Giosafat,
da est ad ovest, a nord di essa, occupava la zona dell’odierno Palazzo di Pilato,
compreso l’androne che collega la Piazza Maggiore con quella dei Tribunali, e
si conchiudeva con l’attuale Monte Tabor, su cui si ergeva il tempietto circolare
dell’Ascensione.
Che così fosse ce lo dimostrano tutte le guide del Cinquecento, la planimetria generale che precede il «Libro dei Misteri» e la relazione della prima visita
pastorale del vescovo Bascapè.
Dalla guida più antica, quella del 1514, si deduce chiaramente che la cappella
si trovava distante da quella della Cena, allora situata sul Monte Sion (ex cappella degli Esercizi), e che era preceduta dal «luoco picoleto» dedicato ai Tre
discepoli dormienti e da un altro «luoco accanto imperfecto» riguardante gli
altri «sette discipuli lassati».
Le guide successive, del 1566 e del 1570, ci informano con ancor maggiore
precisione che dopo la Cena:
«Per ordine volendo seguitare
L’historia sacra perchè l’inventore
Volse gli effetti santi accomodare,
Dov’era per ciascun, sito migliore,
D’altra parte del monte caminare
Hor ti convien, di questo (dalla Cena) uscito fuore,
E andato, ritornar, hor sotto, hor sopra
D’ove ne i luoghi è fabbricata l’opra».
Ed anche il vescovo Bascapè osserva che dall’Ultima Cena per raggiungere l’Ora221