Lavanda dei piedi.
Questa volta finalmente l’ordine del Bascapè viene attuato ed il trasferimento
del mistero della Cena dall’originaria sede sul Monte Sion alla cappella già contenente la Cattura nell’attuale Piazza Maggiore, dovette avvenire poco dopo;
molto probabilmente nel corso dell’anno immediatamente successivo cioè nel
1614, o al massimo all’inizio del 1615.
La nuova sistemazione è ormai avvenuta quando il successore del Bascapè, il
vescovo, cardinal Taverna, compie la sua prima visita sul Monte il 14 settembre
1617.
Ma questo edificio in cui è stata trasferita la Cena, aveva anch’esso una sua
storia. Quella zona ora occupata da Casa Parella e comprendente i tre misteri
dell’Ultima Cena, dell’Orazione nell’orto degli ulivi e dei Tre discepoli dormienti, all’epoca del primitivo Sacro Monte dominava a nord la cima del Monte Oliveto (ora Monte Tabor) la rotonda cappella dell’Ascensione, una delle tre già
esistenti il 14 aprile 1493, quando venne compiuta la donazione da parte della
cittadinanza varallese al Padre Caimi. Come ricorda poi la guida del 1514, sulle
sue pendici verso mezzogiorno, ossia verso l’attuale Piazza Maggiore, si trovavano
le due edicole dei Pater e del Credo, certa mente dovute al Caimi perché derivanti
dai due analoghi santuari gerosolimitani ed ubicate in modo del tutto simile a
quelli. Infatti la guida dei 1514, dopo aver descritto l’Ascensione, così prosegue:
«Da poi che sei da questo reuscito
Tu ne descenderai qua quatro passi
Quivi retrovi un loco ben finito»
i cui è raffigurato, ad imitazione di ciò che avviene a Gerusalemme sulle pendici
dell’Oliveto, Gesù che insegna agli Apostoli il Padre Nostro.
La piccola costruzione contenente solo degli affreschi, deve identificarsi con
una modesta struttura architettonica dalla pianta in forma di U, che ben si vede
nella planimetria generale del “Libro dei Misteri”, un po’ più a mezzogiorno
dell’antica Ascensione (ora Trasfigurazione), lungo il declivio del colle. E sono
certo che deve essere stata successivamente sfruttata per collocarvi la seconda redazione de L’Agonia nell’orto ad iniziare dal 1606. Infatti il Fassola ricorda che
quest’ultimo mistero si trovava non sul piano della piazza attuale, ma un po’ più
in alto “sovra una scala entro picciolo tugurio». Non si spiegherebbe altrimenti
il motivo di ubicarla in posizione elevata. Per la seconda edicola situata ai piedi
dell’Ascensione, pur essa verso mezzogiorno, cioè quella del Credo, la guida del
1514, dopo aver descritto quella del Pater, così si esprime:
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