la cena”, e di fianco ad essa, verso levante, si nota la nuova aula quadrata, a cui
conduce una breve scala a due rampe disposte ad L, sul lato verso nord. Ma in
quest’aula l’Alessi propone di collocare la Lavanda dei piedi invece della Discesa
dello Spirito Santo, come indica la didascalia “Quivi N(ostro(S(ignore) laverà i
piedi”.
Nella lunga premessa del “Libro dei Misteri” l’architetto non propone per
la Cena delle sostanziali modifiche, ma ribadisce le sue intenzioni: “Si viene poi
al luogo già fatto della cena di Gesù Cristo con i Discepoli, sopra il quale non
mi occorre dir altro, salvo che per esser il misterio, che dentro si vede, molto ben
fatto; è necessario adornare le facce di esso nel modo che si vede nel suo disegno;
Et al luogo ad esso congiunto per esser vacuo, vorrei si facesse N.S.re che lavasse
li piedi a suoi Discepoli».
E così nella parte grafica illustra dapprima la cappella della Lavanda dei piedi,
e subito dopo quella della Cena, per la quale propone di decorare le due finestre
verso mezzanotte «et porta di facciata di pietra di scalpello» e gli altri ornamenti (consistenti in lesene abbinate sui tre contrafforti laterali) “per manchar
di spesa” anche se soltanto in pittura. Dà poi il disegno della vetrata divisoria tra
la parte anteriore dell’aula, riservata ai visitatori, e la scena figurata: e, come di
consueto, esegue anche i disegni particolareggiati della porta, delle finestre e dei
cornicioni.
Una seconda planimetria delle due cappelle della Lavanda e della Cena, appena tratteggiate e che nulla aggiunge al progetto, si trova più oltre nel “Libro
dei Misteri” nel particolare della pianta del Monte in cui viene presentata la sistemazione della Piazza Maggiore in forma ottagonale davanti al Santo Sepolcro.
Pochi anni dopo, nel “Memoriale” del novembre 1572, vengono accolte completamente le proposte dell’Alessi e si stabilisce di «Dar ordine che nella cappella qual è dietro il Cenacolo si faccia il Misterio di N.S. che lava li piedi agli
apostoli et vedere se è possibile da andargli per una porta et tornare per l’altra
dove è la scala di presente», ossia di entrare nella cappella della Lavanda dei piedi attraverso la scala a due rampe, progettata dall’Alessi, ma ancor da costruire,
ed uscire dal Cenacolo per la porta di facciata, dotata di una rampa di vari scalini.
Tale soluzione viene sostanzialmente riconfermata nel progetto di pianificazione dell’area centrale del Sacro Monte, databile tra il 1576 e l’80, conservata
nella raccolta Ferrari della Biblioteca Ambrosiana di Milano, con la Lavation de
piedi situata nella nuova aula dietro al Cenacolo e la scala d’accesso a due brevi
rampe disposte ad L sul lato nord.
Ma come era da prevedere, nulla venne fatto di tutto ciò che era stato propo211