rientrava nel piano iniziale del P.Bernardino Caimi, tutto volto a riprodurre,
come ormai ben noto, nel modo più scrupoloso possibile, i principali luoghi
santi della Palestina.
Essa risale ad un’epoca assai più tarda, al 1560 circa, quando per impulso del
nobile milanese Giacomo d’Adda e di sua moglie, la varallese Francesca Scarognini, si diede avvio ad una nuova fase di sviluppo del Sacro Monte.
L’erronea affermazione dell’Arienta e del Butler che già esistesse una cappella di Adamo ed Eva ove ora si trova quella della Incoronazione di spine, confutata una prima volta dal Galloni, ha poi ricevuto una definitiva smentita dalla
guida del 1514 solo più tardi scoperta.
La cappella, detta anche della Creazione o del Paradiso terrestre, venne progettata, come la Porta Maggiore, che le sorge dinanzi e con la quale costituisce
uno splendido ed unitario complesso monumentale con efficacissimo effetto
prospettico, dal grande architetto manierista Galeazzo Alessi.
Egli, seguendo il volere dei d’Adda, la ideò secondo un disegno grandioso, sia
perché doveva costituire la logica premessa alla narrazione della vita del Redentore, sia perché, essendo la prima, doveva soddisfare pienamente:
“il primo scontro di chiunque visiterà questo Monte”, come dirà in un suo
manoscritto Giovanni Antonio d’Adda.
La parte muraria venne eretta quasi contemporaneamente alla Porta Maggiore e compiuta verso il 1565-66, come pare si possa dedurre dalla guida del Sesalli
edita a Novara nel 1566, che così la descrive:
“ Dentro si trova a fronte dell’entrata
Un bel principio d’una santa chiesa
Che pur tutta ora è fabbricata
E sopra alte colonne sta sospesa
Con bella architettura molt’ornata…”
E sebbene non compaia ancora nella celebre xilografia che illustra la guida
stessa, però anche nel “Libro dei Misteri” la si dice ripetutamente già tutta
fabbricata. Ne risultò un ampio vano a struttura centrale, circolare all’interno,
poligonale all’esterno, con quattro aperture (una per ogni punto cardinale), coperto da una cupola con lanternino e preceduto da una solenne facciata, una
delle più prestigiose di tutto il Sacro Monte. Essa è coronata da un grandioso
timpano sorretto da un nobile porticato tetrastilo ad arco serliano con colonne
tuscaniche, che riprende l’analogo ritmo, tipico dell’Alessi, che caratterizza par20
Cappella - 1