te, per togliere nel riguardante ogni impressione di degrado e di trascuratezza,
eliminando così ogni elemento negativo di disturbo. •
La Porta Aurea
Oltrepassata la cappella dell’Ingresso di Gesù in Gerusalemme, nel salire verso
la Piazza Maggiore del Sacro Monte, s’incontra la barocca e scenografica Porta
Aurea, con cui ha inizio il lungo portico della «Casa Parella». Questo sontuoso
arco segna la separazione ed il passaggio dal ciclo della vita pubblica di Gesù a
quello della passione, che si svolge a Gerusalemme.
Ed appunto a Gerusalemme esiste la Porta Aurea, alla quale, a partire dal
IV secolo fu legato il ricordo del mendicante guarito da S. Pietro; nel VI vi fu
aggiunto quello dell’incontro di Gioacchino ed Anna; nel VII anche quello
dell’entrata di Gesù in Gerusalemme nel giorno delle Palme; nell’VIII il ritorno
dell’imperatore Eraclio con la Croce ripresa ai Persiani. Essa è costituita da una
doppia arcata, ma i musulmani la murarono e ritengono che si riaprirà soltanto
alla venuta di Gesù o di un altro personaggio apocalittico.
I pellegrini del medioevo la citano nelle loro relazioni di viaggio, come Niccolò da Poggibonsi nel secolo XIV, con un certo riguardo. Ma quelli della seconda metà del Quattrocento (cioè dell’epoca del Caimi), come Gabriele Capodilista (1458) e Santo Brasca (1480), la nominano solamente, senza nessuna
particolare attenzione. Essa infatti costituisce soltanto un ricordo minore, di
secondaria importanza fra i tanti ben più sacri di Terra Santa. Per cui nulla fa
pensare che il Caimi abbia avuto l’intenzione di rievocarla a Varallo. Quanti
altri monumenti di pari livello avrebbe allora dovuto riprodurre!
Pur tuttavia, secondo il Romerio, la tradizione varallese vorrebbe che proprio
il Caimi l’avesse «segnata nel piano del nascente santuario».
È certo comunque che l’origine della Porta Aurea del Sacro Monte non è
per nulla legata al periodo iniziale della Nuova Gerusalemme valsesiana ed al
suo fondatore. Ma anche dopo di lui, per lungo tempo non vi è alcun accenno
all’idea di volerla erigere, come risulta dalle guide del 1514, del 1566 e del 1570,
che non ne parlano affatto, mentre sono sempre sollecite nel citare i misteri che
si aveva intenzione di erigere.
Analogamente a varie altre cappelle, soprattutto riguardanti la vita pubblica
di Gesù, è solo con il «Libro dei Misteri», compilato, come ben noto, da Galeazzo Alessi nel 1567-68, che per la prima volta se ne tratta e se ne presenta il
progetto. Il richiamo non è dunque più direttamente riferito alla Terra Santa ed
in particolare al monumento là esistente, ma essenzialmente alla rievocazione
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Cappella - 19