Storia del Sacro Monte di Varallo | Page 177

Lazzaro (cappella 18a). Tanto questo mistero, quanto tutti gli altri riguardanti la vita pubblica di Gesù, risalgono, come è noto, alla seconda metà del Cinquecento, ossia a quel grandioso ed ambizioso progetto di ristrutturazione generale del Monte promosso dal patrizio milanese Giacono d’Adda, marito della varallese Francesca Scarognini, ed affidato al celebre architetto perugino Galeazzo Alessi, che attorno al 1567-68 stese il suo piano dettagliato e completo che va sotto il nome assai noto di «Libro dei Misteri». Infatti le due guide del 1566 e del 1570 non fanno ancora cenno dell’intenzione di erigere tutta questa nuova serie di cappelle. Secondo l’ordine di successione programmato dall’Alessi, la Resurrezione di Lazzaro non segue però alla Trasfigurazione, ma viene posta arbitrariamente ed inspiegabilmente assai più avanti, dopo l’Entrata in Gerusalemme, la Cacciata dei profanatori dal Tempio e la Probatica piscina, immediatamente prima della Lavanda dei piedi, mentre nel Vangelo di S. Giovanni, l’unico che ricorda l’episodio miracoloso, si trova poco prima dell’Ingresso in Gerusalemme. Non meno singolare è una seconda distrazione in cui è incorso l’Alessi. Infatti, nell’ampia introduzione esplicativa che precede i progetti, dopo aver descritto le cappelle dell’ingresso in Gerusalemme, della Cacciata dei profanatori dal Tempio e della Probatica piscina ha omesso completamente di parlare della Resurrezione di Lazzaro per passare subito ad illustrare l’Ultima Cena e la Lavanda dei piedi. Si tratta di una dimenticanza, mi pare, unica in tutto il «Libro dei Misteri» dovuta forse proprio alla collocazione anomal a che aveva assegnato alla Resurrezione di Lazzaro, oppure alla fretta di conchiudere tutto il progetto di ristrutturazione del Monte per il d’Adda prima di lasciare definitivamente Milano nei primi mesi del 1569. Infine, nella planimetria generale premessa al «Libro dei Misteri» constatiamo un pentimento, ossia una correzione da parte del progettista; ed anche questo è un caso singolare. Infatti la cappella di Lazzaro compare ben due volte: prima con pianta rettangolare ad angoli smussati all’incirca ove ora si trova l’androne di passaggio tra la Piazza dei Tribunali e quella Maggiore, ma è cancellata da due linee incrociate ad X; poi è ridisegnata più a mezzogiorno ed un po’ più a levante con pianta perfettamente quadrata, preceduta da un ampio portico a sei arcate, sull’attuale Piazza Maggiore nella zona ove ora si trovano le cappelle dell’Agonia di Gesù nell’orto e dei Discepoli dormienti. La scritta, contenuta entro la pianta della cappella, dice: «Qui si farà Lazaro resuscitato». Il progetto dell’Alessi prevedeva un tempietto assai semplice e regolare a base 177