Cappella 18
La Resurrezione di Lazzaro
Iscrizione:
“Ecco io aprirò le vostre tombe, e vi trarrò dai vostri sepolcri
(Ezechiele 37, 12).”
“(Gesù) a gran voce gridò: Lazzaro, vieni fuori. E subito il morto uscì
(Giovanni 9,43-44 ).”
Conosciamo la cappella 18
Si avvicina il tempo della Passione. Gesù è venuto sulla terra per salvare gli uomini con il suo sacrificio.
Ancora una volta dimostra che Egli è il Figlio di Dio, richiamando alla vita
Lazzaro, amico carissimo, morto e sepolto da quattro giorni.
Costruita verso il 1580.
Statue attribuite a Bartolomeo Badarello (1580 circa) e di Michele Prestinari (1595).
Affreschi di Gian Giacomo Testa (1584-85).
La cappella della resurrezione di Lazzaro fu messa in opera tra il 1576 e il
1580 seguendo le indicazioni dell’Alessi e già pochi anni dopo, nel 1583, era
stata completata con le statue da parte di Bartolomeo Badarello.
Ignoto è il nome di chi ha affrescato le pareti. Il riguardante è collocato all’interno della tomba di Lazzaro, ove sono assiepati tutti di altri numerosissimi personaggi che compaiono, in statue o dipinti, come astanti.
In primo piano Maria, che si volge supplice a Gesù. Accanto a loro Marta. I
loro sguardi e i loro gesti sembrano comunicare quelle parole che l’evangelista
Giovanni riporta sulla loro bocca: “ Signore, se tu fossi stato qui mio fratello non
sarebbe morto”.
Nella sequenza dei fatti evangelici raffigurati sul Sacro Monte, all’episodio
della Trasfigurazione (cappella 17a) viene di seguito quello della Resurrezione di
176
Cappella - 18