lucro murario con un effetto raro e suggestivo di altissimo valore decorativo,
che purtroppo i pellegrini ed i visitatori in genere non possono godere nella sua
pienezza, ma che si percepisce in tutto il suo fascino e la sua potenza solo nell’interno dell’aula risalendo tra le statue sulla collina del .
Veramente Giuseppe e Stefano Danedi hanno qui lasciato il loro capolavoro
creando senz’ombra di dubbio la più bella cupola che possa vantare il secolo
XVII in Piemonte e forse una delle più alte per ispirazione di tutto quel secolo
nell’ltalia settentrionale: un capolavoro purtroppo finora quasi completamente
ignorato anche nel mondo dei critici e degli storici dell’arte.
Ma quando esattamente venne compiuto il grandioso ciclo?
Esso deve aver impegnato i pittori per vari anni di intenso ed ispirato lavoro.
Chiamati, come si è detto, nel 1665, devono aver iniziato l’opera poco dopo; nel
‘71 il Fassola ricorda che «la cupola con la metà del vano scendendo si dipinge
dalli Montalti fratelli, e si spera da questi Virtuosi terminata quanto prima; del
resto non vi manca che la liberalità di qualche devoto, quale mosso da generosità
di spirito vogli haver la gloria d’essere registrato al libro della Veneranda Fabrica
per Benefattore, per le quali cose tutti fanno a gara nel porgere elemosine à questo luogo, acciò possi vedersi a’ nostri tempi perfezionato nelle maraviglie».
Dunque a sei anni dalla chiamata dei pittori il vastissimo ciclo non era ancora
compiuto; anzi s’aspettava la generosità di un benefattore per condurlo a termine. Ed è probabile che sia stato questo il momento in cui «contribui con somma
considerabile» Antonio Vasina di Rimella, come ricorda il Bordiga.
Nel 1676 veniva posta a chiudere il grande finestrone sotto il pronao la ricca
cancellata in ferro battuto, esempio assai notevole di artigianato artistico valsesiano, che reca proprio al centro la scritta M. P. MDCLXXVI. È indubbio che
essa deve esser stata collocata al termine appunto dell’impresa pittorica. Si può
quindi ritenere che l’impegno dei Montalti sia durato dal 1665-66 circa fino al
1676, quando a conclusione dell’opera, proprio al di sopra della grata dipinsero
a vivaci colori un affresco con due puttini svolazzanti, quasi traboccanti fuori
dallo sterminato gruppo di quelli volanti nell’interno, a reggere un gran cartiglio.
A questo punto la cappella era finalmente compiuta dopo tante vicende che
abbracciano un arco di tempo eccezionalmente lungo, dalle origini stesse del Sacro Monte con l’Ascensione fino al 1676. Nessun altra aveva subito un cosi lento,
travagliato e faticoso sviluppo. •
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