quadrata, con grandi lesene d’angolo emergenti, tetto a padiglione coronato
da un pinnacolo ed un’apertura al centro di ogni lato (porta ornata di timpano triangolare sulla facciata e finestre su ognuno dei tre lati). Esso non verrà
però attuato; né nel «memoriale» del settembre 1572 si trova alcun accenno a
provvedimenti riguardanti questo mistero, segno che non si pensava ancora di
erigerlo. Invece nella successiva planimetria generale del Sacro Monte, appartenente alla raccolta Ferrari della Biblioteca Ambrosiana a Milano e ritenuta degli
anni 1576-80, la pianta della cappella compare con estrema chiarezza situata
ormai nella sua collocazione attuale e già posta a cavallo della strada come è ora.
Qualche anno dopo, nella guida del 1583, il tempietto non solo risulta eretto,
ma è anche già dotato delle statue. «Lazzaro suscitato da Nostro Signor Giesu
Christo fatto di rilievo» dice l’elenco in prosa delle cappelle. E la descrizione in
versi così si esprime:
«Di Lazar l’alma, e dal rinchiuso avello
L’ossa con quella, in vita ritornata,
Vedrai poi in un tempio molto bello,
Che ti vien di rilievo figurata:»
Così pure diranno le altre successive guide cinquecentesche.
Si era dunque provveduto rapidamente qualche tempo dopo il 1572 a predisporre un nuovo progetto che rivela la sua derivazione da quello alessiano, ed a
dargli una ubicazione più esatta secondo la successione cronologica della vita di
Gesù, inserendolo tra la Tentazione appena Iniziata e l’Ingresso in Gerusalemme
in fase di costruzione.
Il rapido completamento poi della cappella, forse per l’esecuzione della scena
figurata, venne facilitato dall’elargizione, oggi diremmo dalla sponsorizzazione,
del nobile milanese Pomponio Bossi, che, secondo il Fassola «la fece del tutto
terminare» tra il 1560 e l’80, anche se in un altro passo parla del 1588.
Come si è visto però, attorno al 1560 nessuno sognava di erigere la cappella di
Lazzaro per cui bisogna ritardare il momento della munifica donazione del Bossi
quando l’opera era ormai in fase assai avanzata, se provvide con questa a farla
condurre a termine. Penso quindi che la data non debba scostarsi molto dal 1580.
Ma proprio in quell’anno entrava in diocesi come nuove Vescovo di Novara il milanese Francesco Bossi, che reggerà la cattedra di S. Gaudenzio per quattro anni
fino al 18 settembre 1584. È molto probabile che il nuovo Vescovo ed il munifico
benefattore della cappella di Lazzaro, Pomponio Bossi, ambedue milanesi, ambedue di nobile famiglia, fossero parenti, se non addirittura fratelli, e che le offerte
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Cappella - 18