di Gesù dopo la deposizione dalla croce.
Quando dunque il Caimi eresse tra il 1486 ed il 93 la cappella dell’Ascensione
scelse il punto più elevato del Monte degli Ulivi (proprio come a Gerusalemme), che era anche il più elevato di tutto il «super parietem»,
e vi fece innalzare una modesta cappella circolare, come in Terra Santa:
«Tonda e depinta con grande diletto»,
dotata ben presto della statua lignea del Cristo che ascende al cielo (da identificare con la statua più tardi posta sulla fontana della Piazza Maggiore ed ora
esposta sul terzo altare di sinistra in Basilica), ed ornata di bellissimi affreschi,
assai probabilmente opera dello . stesso grande, ma per ora anonimo maestro,
che dipinse il Sepolcro della Madonna.
Osservando la più antica veduta del Sacro Monte, conservata alla Pinacoteca
di Brera a Milano, e le sue due repliche di Garesanabloit e del Duomo di Torino, è facile poter individuare la cappella in una piccola costruzione situata in
cima al verde collicello (quasi a metà e notevolmente più in basso tra la Chiesa
Vecchia e la Crocifissione), caratterizzata dalla presenza di un corpo di fabbrica,
costituente un pronao quadrangolare, dalle dimensioni maggiori della cappella
stessa, rivolto verso occidente, cioè verso destra nel dipinto, e dotato di un’arcata per lato. Si deve trattare evidentemente di un’aggiunta successiva all’epoca del Caimi, con ogni probabilità da assegnare al fervoroso periodo di attività
gaudenziana, per accrescere prestigio e decoro alla troppo modesta costruzione
originaria e per proteggere dagli agenti atmosferici tanto i dipinti interni quanto
i pellegrini.
Così si presentava ancora la cappella nel 1566 e nel 1567, come ci dicono in
modo chiarissimo le guide edite in quei due anni. Vi è scritto però anche che il
mistero:
«eh’ in picciol chiesa è figurato
(sarà) Scolpito in un bel Tempio cominciato».
Ed infatti nel grande piano di ristrutturazione generale del Monte, patrocinato, come ben noto, da Giacomo d’Adda ed affidato a Galeazzo Alessi, la
situazione muta radicalmente.
Dimenticato ormai da molto tempo qualsiasi riferimento topografico con
la Palestina, l’Alessi nel «Libro dei Misteri» (1567-68) nella sua visione di
una sequenza cronologica dei fatti evangelici, progetta di trasferire la modesta
cappella «picciol chiesa» dell’Ascensione all’estremità occidentale del Monte,
là dove già sorgeva il «Viri Galilei» (cioè il mistero in cui l’angelo rivolto agli
Apostoli che dopo l’Ascensione guardavano ancora verso il cielo disse «Uomini
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Cappella - 17