Valle di Giosafat posta tra la città di Gerusalemme ed il Monte degli Ulivi (ossia
nella zona dell’attuale Piazza Maggiore addossata al Palazzo di Pilato e allora
scendente verso il Sepolcro della Madonna, ove ora si trova l’arco che porta verso
l’ex teleferica).
Come ben si deduce da un’attenta analisi della più antica guida del Monte
(1514) e dai confronti con i Luoghi Santi, sulla collina varallese dell’Oliveto
(poi in parte spianata ed in parte nascosta entro il Palazzo di Pilato) sorgevano
vari dei primi misteri voluti dal Caimi, ubicati in perfetta corrispondenza topografica con quelli di Gerusalemme. Iniziando da ovest si trovava la cappella del
Viri Galilei (dove ora si trova l’angolo occidentale del Palazzo di Pilato), poi la
cappella dell’Annunzio a Maria della sua prossima fine (nella zona tra l’attuale
Cattura e la Prima presentazione a Pilato), quindi sulla vetta più elevata del colle
l’Ascensione (ora Tabor), ed in fine sulle sue pendici verso la Piazza Maggiore le
due cappellette del Pater e del Credo.
Purtroppo il Galloni nella sua celebre opera del 1914, non conoscendo né la
guida del 1514, né quella del 1566, né le più antiche vedute del Sacro Monte
della Pinacoteca del Brera che lo presenta verso il 1542-43, né le sue repliche, né
in fine confrontando la situazione del Sacro Monte con il Monte Oliveto di Gerusalemme, ma basandosi esclusivamente sulla planimetria generale del «Libro
dei Misteri», credette di poter situare l’antica cappella dell’Ascensione all’estremità occidentale del Palazzo di Pilato, ove invece sorgeva, come si è visto, quella
del «Viri Galilei», perché in quel punto la segnava l’Alessi che là appunto la
voleva trasferire eliminando il mistero del Viri Galilei che gli doveva sembrare
solamente un doppione. Così di conseguenza immaginò che al posto dell’attuale Trasfigurazione sorgesse la cappelletta del Credo. Ma a Gerusalemme la chiesa
del Pater e la cappelletta del Credo non sorgevano sulla vetta del colle, ma sulle
sue pendici, e la stessa situazione ci presenta la guida del 1514 per il Sacro Monte dicendo chiaramente:
«Da poi che sei di questo (cioè dall’Ascensione)
reuscito
Tu ne descenderai qua quatro passi»
per raggiungere appunto dapprima il Pater e subito dopo il Credo.
Sul colle ora occupato dalla Trasfigurazione sorgeva dunque in origine la cappella dell’Ascensione, una delle prime tre erette dal Padre Caimi e già esistente il
14 aprile 1493 insieme al Santo Sepolcro ed alla cappella «Sobtus crucem (corrispondente all’attuale cappella della Pietà), originariamente dedicata alla “Pietra
dell’unzione», ossia alla pietra sulla quale venne unto dalle Pie Donne il corpo
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