varsi verso l’ alto, verso quel cielo da cui, come già al Giordano, risuona potente la voce del Padre, affrescato mirabilmente, nel 1665, dai fratelli Danesi detti i Montalti, originari di Caravaggio. Gli angeli che compaiono tra le nubi recano cartigli con stinchi di salmi e altri passi biblici e reggono i due grandi quadri in cui sono rappresentati la discesa di Mosè dal Sinai con le tavole della Legge, che verranno poi da lui infrante contro il vitello d’ oro fabbricato dagli israeliti e l’ assunzione di Elia sul carro di fuoco. Si tratta dei più noti episodi della vita dei due personaggi, che simboleggiano la legge e i profeti, venuti nella nube a testimoniare la missione messianica di Gesù.
Sotto il profilo figurativo la composizione scenica della cappella si ispira alla celebre tela della Trasfigurazione realizzata da Raffaello, ora conservata a Roma presso i Musei vaticani.
Sul monte i tre discepoli( di cui non si conosce l’ autore) che contemplano Gesù, tra Mosè e Elia. Questi ultimi personaggi sono stati realizzati nel 1670 dalla mano dello scultore Pietro Francesco Petera di Varallo, mentre in basso è presentata una vivace sintesi di alcuni altri miracoli compiuti da Gesù, in favore di una umanità ferita che sembra attendere, ai piedi del monte, una redenzione. I ciechi sulla sinistra, l’ ossessa al centro e gli storpi alla destra, con accanto gli altri apostoli: una contrapposizione tra la gloria di Dio e la miseria della condizione umana..
Il luogo ove sorge imponente come un monumentale torrione cilindrico il candido edificio della Trasfigurazione è il vero centro geografico del « super parietem » e ne è pure il punto più elevato, così da dominare tutta la Nuova Gerusalemme varallese.
Ma in origine, cinque secoli or sono, il Padre Bernardino Caimi nel suo ardito tentativo di riprodurre in occidente nel modo più fedele possibile i Luoghi Santi di Palestina gli aveva assegnato un’ altra destinazione.
Quel monacello conico, poi detto del Tabor, non era allora un’ altura isolata, ma come ho dimostrato da alcuni anni, costituiva il punto terminale di una collina, di una vera e propria catena montuosa, che aveva inizio nella zona più occidentale dell’ attuale Sacro Monte( all’ angolo estremo dell’ odierno Palazzo di Pilato) e che al Caimi risultò adattissima per raffigurare il Monte Oliveto, mentre tutta la zona a mezzogiorno veniva a costituire la città, di Gerusalemme con il complesso del Monte Sion( ove ora sorge la Casa del Pellegrino), quella del Santo Sepolcro( comprendente la rupe del Calvario ed il Sepolcro), nonché la
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