dove Gesù stava predicando.
L’episodio è molto noto, ma la sua rappresentazione, a differenza di quella
di tanti altri fatti evangelici, è rarissima, tanto da poter dire che non è quasi
entrata nella tradizione iconografica del nuovo testamento. Pochissimi sono infatti i dipinti che la illustrano, ed in scultura si può ricordare soltanto la piccola
raffigurazione facente parte del piacevolissimo ciclo con Storie del Vecchio e del
Nuovo Testamento, conservato nel Palazzo dei Vescovi Principi di Bressanone,
che consta di ben quarantasei scene con circa cinquemila figurine, alte appena
6-8 centimetri, intagliate in legno di cirmolo da Augustin Alois Probst di Vipiteno e da suo fratello Josef Benedikt, ma risalente ad un periodo molto più tardo
rispetto al Sacro Monte, perché commissionate dal vescovo Karl Franz conte
Lodron nei primi anni dell’Ottocento.
Qui a Varallo, come tutte le altre cappelle che narrano i fatti della vita pubblica di Gesù, anche questa del Paralitico rientra nella nuova e grandiosa fase di
ripresa e di sviluppo del Sacro Monte, volute nella seconda metà del Cinquecento, in piena e tà della controriforma, dal nobile milanese Giacomo d’Adda,
consorte dell’ultima discendente della famiglia varallese degli Scarognini, grandi benefattori del Sacro Monte fin dalle origini, e progettata da Galeazzo Alessi
nel «Libro dei Misteri» verso il 1567-68.
Infatti le due guide del Sacro Monte edite nel 1566 e 1570 non ricordano ancora questa cappella, né accennano all’intenzione di erigerla. Invece nel «Libro
dei Misteri» se ne trova per la prima volta il progetto assai dettagliato, insieme
a quello dei vari altri fatti evangelici che precedono e seguono.
Secondo la pianificazione alessiana l’episodio del Paralitico doveva essere situato poco oltre a quello della Samaritana, e come era previsto anche per
quest’ultimo, sul lato destro del viale che dalla porta secondaria del Monte attraverso all’attuale Piazza dei Tribunali, conduce alla Piazza Maggiore, cioè nella zona più occidentale, poco sopra alla scarpata che strapiomba sulla strada che
sale da Varallo, all’incirca sull’area poi occupata dalla Piazza dei Tribunali nello
spazio immediatamente antistante alla futura cappella di Gesù al tribunale di
Caifas. Il progetto dell’Alessi prevedeva un elegante tempietto circolare, come
per la Tentazione, coronato da un lanternino, e con il solito diaframma dell’edicola con banco - inginocchiatoio e sovrastante vetrata, a pianta mistilinea, per
separare lo spazio riservato ai fedeli da quello retrostante con la scena in scultura
ed affreschi.
L’autore così la descrive nella parte introduttiva del «Libro dei Misteri»:
«...un tempio di forma rotonda, come si vede in disegno in detto libro con le sue
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