ripetute e pesanti ridipinture in ampie zone. Due sono documentate da scritte
che compaiono sulle pareti; la prima ricorda che la cappella venne restaurata
nell’anno 1715 per opera di Pietro Giovanni Nartessi, la seconda dice che venne
nuovamente restaurata da Giacomo Boccioloni ed Antonio Chiara, due modesti pittori di Varallo, nel 1821.
Malgrado ciò pare di poter scorgere in modo ancora evidente la mano del
Testa nel gruppo delle figure nell’angolo di destra, per il fare un po’ secco della
grafia insistita e ripetuta delle pieghe dei panneggi e nei volti barbuti da tarda
eco gaudenziana, che richiamano gli altri cicli pittorici a lui tradizionalmente
assegnati e soprattutto le tavole e le tele da lui dipinte, datate e firmate, della
parrocchia di Fobello, di quella di Crevola e della Pinacoteca di Varallo.
Del resto, anche dal punto di vista cronologico il nome del Testa risulta, non
solo ammissibile, ma il più puntuale che si possa pensare, considerando le date
conosciute delle sue opere, ed essendo l’unico pittore valsesiano attivo in quel
giro di anni sul Sacro Monte. Risalgono infatti quasi a quel periodo vari suoi
dipinti, come il quadro della parrocchia di Fobello del 1582 e quello già nella
parrocchia di Rossa, ora nella Pinacoteca di Varallo, del 1586, mentre altre date
che riguardano il Testa seguono nel 1589-90,1592,1595. Dunque gli affreschi
della cappella della Samaritana potrebbero essere contemporanei e forse anche
anteriori al quadro di Fobello ed ai dipinti della Resurrezione del figlio della vedova e della Resurrezione di Lazzaro, costituendo probabilmente il primo ciclo
impegnativo affidato al pittore, e quindi ancor timido ed un po’ impacciato.
Dunque questa cappella, anche se è una delle meno appariscenti e delle meno
ammirate di tutto il Sacro Monte, non è però di importanza e di livello trascurabile, per esser sorta ed esser stata completata in un arco di tempo abbastanza breve, per non aver subito modifiche di particolare rilievo attraverso ai secoli nelle
parti figurative, per esser dotata di statue di qualità assai più elevata di quanto
comunemente si pensa. •
147