enti di tutto il Sacro Monte.
Riassumendo dunque per maggior chiarezza, la cappella della Tentazione, detta
lungo il secolo XVI «Chiesa negra», venne eretta con molta probabilità dal
giovane Gaudenzio tra il 1500 ed il 1501 per contenere due misteri: verso ponente quello della Cattura, e verso levante quello di Gesù che porta la croce, con
statue lignee e dipinti pure gaudenziani.
Verso il 1550 la Cattura emigrò sull’attuale Piazza Maggiore, ed il vano di
ponente rimase libero.
Non essendosi attuato il progetto dell’Alessi (1567-68) di collocare nella
cappella il Battesimo, nel vano rimasto vuoto venne collocata poco prima del
1583 la scena della Tentazione. Verso il 1595-96, iniziato l’edificio dell’attuale
Salita ai Calvario, anche il vano verso levante si fece libero e la Tentazione potè
cosi occupare tutta la cappella con le due statue di Gesù e del demonio già esistenti nel 1583, opera di un anonimo scultore milanese autore dei gruppi del
Secondo sogno di S. Giuseppe e del Battesimo.
Nel 1598-99 il Tabacchetti dovette plasmare la maggior parte degli animali.
Gli altri vennero modellati dopo il 1617 nella bottega di Giovanni d’Enrico.
Gli affreschi furono eseguiti tra il 1599 ed il 1600 da Domenico Alfano di Perugia e non da Melchiorre D’Enrico, come comunemente si crede.
Verso la fine del 1610 vennero riportati sulle pareti dell’atrio i decreti vescovili che vietavano di sporcare con scritte i muri delle cappelle.
Verso la fine del Seicento furono aperti i tre archetti di facciata. Nei secolo
scorso, in fine, venne rifatta parte della decorazione pittorica dell’atrio con le
grottesche e le figure allegoriche in monocromo. •
136
Cappella - 13