Più tardi, su indicazione del vescovo Bascapè, in seguito alle sue visite pastorali del 1593 e 94, la figura del demonio venne notevolmente modificata nelle
vesti con sovrapposizione di tele irrigidite per coprirne le nudità.
Per quanto riguarda i molti animali, che con ogni probabilità non potevano ancora esistere nella prima redazione della scena, già in atto nell’83, perché
troppo angusta, è assai probabile che l’autore sia stato veramente il Tabacchetti,
come molti hanno scritto, e come ritiene anche il Galloni.
Egli infatti ricorda che lo scultore, proprio lo stesso giorno in cui si assumeva
l’incarico di modellare le statue per la nuova Salita al Calvario (17 aprile 1599),
presenziò come testimone al contratto fatto col pittore Alfano per eseguire gli
affreschi della Tentazione e per dipingere le statue. Ciò, secondo il Galloni,
“tende a persuadere che gli animali fossero plasmati da lui e di fresco, essendo
ovvio che alla loro dipintura si avesse dovuto provvedere sollecitamente dopo la
formazione”.
Tuttavia il vescovo, cardinal Taverna nel 1617 trovò poche le figure degli
animali e consigliò di aumentarne il numero. Cosa che molto verosimilmente
dovette esser attuata poco dopo. Infatti, osservando la xilografia di Giovacchino Teodorico Coriolano, eseguita per illustrare questa cappella nella guida del
1611, quindi anteriore di alcuni anni alla visita del Cardinale, anzi intagliata
quasi certamente verso il 1606, quando il Coriolano fu a Varallo, non compaiono ancora tutti gli animali oggi esistenti, ma evidentemente solo quelli modellati dal Tabacchetti, e precisamente: all’estrema sinistra, di fianco al demonio
il trampoliere; sotto di lui, ai piedi della roccia un serpente; in primo piano la
lupa con tre lupacchiotti; dietro al demonio un grosso cinghiale; davanti a Gesù,
proprio al centro, un grande orso con due orsacchiotti; dietro al Cristo, verso
destra, un istrice; più a destra infine un leone che sbrana un altro animale, forse
un capretto.
Mancano dunque; un leopardo in primo piano all’estrema sinistra; la gran
giraffa al fondo a sinistra, una delle figure più appariscenti e caratteristiche di
tutta la cappella; un secondo leopardo all’estrema destra (che però nella xilografia che illustra le guide del 1765-1807 e 1919 compare al centro, sullo sfondo
tra il demonio e Gesù). Non si può invece dire a quale dei due momenti possano
appartenere alcuni serpenti che era impossibile riprodurre per le loro troppo
piccole dimensioni nelle varie xilografie e litografie, come uno situato dietro al
demonio ed altri che compaiono sulla destra.
È ovvio che gli animali appartenenti al secondo gruppo, eseguiti proprio mentre operava al Sacro Monte Giovanni D’Enrico, debbano esser stati modellati
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Cappella - 13