tosto modesto delle due figure principali, anche se cronologicamente, essendo
il D’Enrico nato nel 1559, avrebbe potuto eseguirle sui 22-23 anni, attorno al
1581. Fanno seguito al Bartoli gli altri compilatori di guide del tardo Settecento
e del primo Ottocento. Ma col Bordiga al D’Enrico viene sostituito il Tabacchetti. A sua volta il Cusa seguito da altri autori assegnerà al D’Enrico le figure
di Gesù e del demonio ed al Tabacchetti quelle degli animali.
Sarà però soltanto il Butler a notare che le statue dei due protagonisti sono
di stucco e non di terracotta, rivestito in parte di stoffa; tuttavia egli non avanza
alcuna attribuzione per esse, mentre ritiene del Tabacchetti gli animali che sono
di terracotta. Il Tonetti, a sua volta, assegna tutte le sculture al Tabacchetti, ritenendo a quell’epoca ancor troppo giovane il D’Enrico per averle potute eseguire. Seguono la sua opinione il Romerio, il Ravelli ed il Trovati. Più prudentemente il Galloni nel 1914 non aveva fatto nomi per l’autore delle due statue,
ma aveva ritenuto sicura la paternità del Tabacchetti per gli animali. Allo stesso
parere si atterrà il Manni.
Come se non bastasse tanta discordanza di opinioni, comprensibile per altro,
data la mancanza di documenti o almeno di una tradizione antica, ecco aggiungersi ancora il Testori con una nuova attribuzione al Bargnola, l’autore delle
statue della Strage degli innocenti, per tutte le sculture che sarebbero state modellate verso il 1587. Ma, come si è visto, almeno le due principali esistevano già
nell’83, quando il Bargnola non era ancora comparso sul Sacro Monte, per cui
quest’ultima attribuzione cade immediatamente.
Ma a questo punto, constatato che le due figure di Gesù e del demonio sono di
stucco e certo anteriori al 1583 (non risulta infatti che siano state sostituite in
seguito), è facile pensare che possano essere opera di quello stesso scultore milanese, per il momento ancora privo di nome, che eseguì, appunto in stucco: 1 °)
le due statue di Maria e di Elisabetta per la Visitazione, modellate a Milano e trasportate a Varallo nell’ottobre del 1572, sostituite poi, come pare, dalle attuali
del Tabacchetti; 2°) Adamo ed Eva per la cappella del Paradi so terrestre, dopo
esser salito lui stesso sul Sacro Monte verso la fine del 1572, sostituite poi nel
1594 - 95 da altre dei Prestinari, ed in fine dalle attuali del Tabacchetti; 3°) Il S.
Giuseppe dormiente e l’Angelo annunziante per il Secondo sogno di Giuseppe,
eseguiti poco dopo le precedenti, e cioè nei primi mesi del 1573; 4°) le statue del
Battesimo, già esistenti nel 1583.
Coeve a queste dovrebbero dunque essere anche le due, pure in stucco, della
Tentazione, anche’esse già esistenti nel 1583, come afferma la guida edita in
quell’anno.
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