re, del vano contenente il Cristo che porta la croce, rivolta verso oriente, le cui
tracce sono ancora ben visibili oggi, e se ne apra un’altra verso la cappella della
Samaritana (cioè verso mezzogiorno). Non si accenna più dunque al fatto che
la cappella debba contenere la raffigurazione del Battesimo, anzi si dà ordine di
fare nel luogo in cui dovrà poi sorgere l’attuale cappella del Battesimo, un piccolo pilone che rappresenti provvisoriamente quel mistero.
E infatti ormai intervenuto un vistoso mutamento sul piano operativo rispetto al “Libro dei Misteri”. Ossia, seguendo quel processo di arretramento scalare
che già si è notato per la Fuga in Egitto e la Strage degli innocenti, anche il Battesimo è stato spostato all’indietro nel luogo in cui poi realmente venne eretto.
Di conseguenza la “Chiesa negra” dovrà, seguendo lo stesso processo di arretramento a catena, contenere il successivo mistero previsto dal piano dell’Alessi,
ossia la Tentazione, che avrebbe dovuto sorgere poco oltre, verso mezzogiorno,
in direzione dell’attuale cappella della Samaritana, di elegante forma circolare,
con la scena figurata nel centro, racchiusa entro un padiglione di vetro, secondo
la manieristica, ma non molto felice, invenzione dell’architetto.
Accantonato dunque tutto questo piano macchinoso, pare però che ben poco
si sia fatto anche di ciò che si era stabilito nel Memoriale del 1572.
Nella planimetria della raccolta Ferrari all’Ambrosiana di Milano (1578-86
circa) la cappella è già detta della Tentazione, ed in verità è già stata chiusa la
porta posteriore ed aperta quella nuova verso mezzogiorno, ma non saprei dire
se ciò rispecchi la realtà di fatto o solo l’intenzione del progetto. Infatti dalla
guida del 1583 veniamo a sapere che è ormai terminata la cappella della Tentatione del demonio a N. S. fatta di rilievo, quindi già dotata delle due statue dei
protagonisti: Gesù ed il demonio, che devono essere quelle tuttora in opera. Ma
nello stesso tempo non è per nulla mutata la descrizione del Cristo che porta la
croce, sempre ubicata “in una Chiesa nera”. Segno che dunque nulla è mutato in
questo mistero, che la porta verso levante doveva necessariamente essere ancora
aperta e che le sue due scene convivevano entro lo stesso edifi cio, schiena contro
schiena, come era già avvenuto per la Cattura ed il Cristo che porta la croce.
Tale situazione risulta identica nelle successive guida del 1585, 1587, 1589 e
nella relazione della visita pastorale del 1593. Infatti il Vescovo nota che in un
unico fabbricato “duplex misterium continetur: Domini in deserto tentati, et
ducti ad passionem”, ed ordina che le statue rappresentanti Gesù condotto alla
passione e portante la croce siano trasferite al luogo loro destinato, ossia ad una
nuova cappella, raccomandando di farne alcune più decorose, e stabilisce pure
che in questo edificio sia rappresentato il solo mistero della Tentazione.
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