Storia del Sacro Monte di Varallo | Page 128

opera nell’attuale Cattura, dato che sono anch’esse di legno. Solo un controllo attento potrà dirci qualcosa di più sicuro in proposito. Questa dunque la situazione della cappella del Cristo tentato nel deserto, nella prima metà del Cinquecento, Ma attorno agli anni 50 dovettero avvenire dei notevoli mutamenti. Infatti verso il 1545 il marchese del Vasto, Don Alfonso d’Avalos, governatore di Milano, si era recato a visitare il Sacro Monte, come ricorda il Fassola, ed aveva fatto delle elargizioni proprio per la cappella della Cattura, come ricorda la guida del Ravelli del 1589. Per cui si può dedurre, o che vi era già l’intenzione di erigerne una nuova, o che in seguito a questa elargizione se ne prese l’iniziativa. È infatti molto probabile che ritenuta troppo modesta la primitiva redazione si sia pensato di sostituirla con un’altra più grandiosa in una posizione più centrale, ossia nell’attuale Piazza Maggiore. Qui infatti descrivono la cappella della Cattura le varie guide del Cinquecento ad iniziare da quella del 1566, e qui la raffigura la planimetria del «Libro dei Misteri». Il primo vano della «Chiesa negra» restava così a disposizione e nel tempietto gaudenziano rimaneva solo più il mistero del Cristo che porta la croce nella parte tergale. Intanto l’Alessi ha elaborato il suo piano di generale ristrutturazione del Sacro Monte con il “Libro dei Misteri” (1567-68), in cui progetta di collocare la raffigurazione del Battesimo nella “Chiesa nera”: “Et camminando tuttavia verso ponente si verrà a incontrare con una Chiesa che oggi si dice la Chiesa negra; dove è hora il Mistero di Gesù che porta la croce, il quale per non interrompere l’ordine delle cose che seguono andrà posto in altro luogo, come più oltre si dirà, et qui si dimostrerà il Battesimo di nostro Signore et il glorioso S. Giovanni spargere sopra la testa di esso l’acqua...”. Ciò è confermato dalla planimetria generale del Monte e dalle tavole illustranti la cappella nello stesso ‘libro dei Misteri”, con le varianti e gli abbelimenti proposti dallo stesso architetto per adattare l’edificio alle nuove esigenze ed al nuovo gusto, arricchendo molto le pareti esterne e tramezzando l’interno con una vetrata. Vi si stabilisce inoltre di trasferire l’episodio del Cristo che porta la croce in un altro tempietto da erigere dietro al Monte Calvario, vicino alla Chiesa Vecchia. Ma la ristrutturazione del Monte secondo l’ambizioso progetto alessiano viene attuata in minima parte, e, per quanto riguarda la “Chiesa negra” non viene eseguita per nulla. Infatti il Memoriale del novembre 1572 stabilisce solo che si faccia la strada dalla cappella del Secondo sogno di S. Giuseppe sino alla “Cappella negra” e che in quest’ultima si chiuda la porta “di sopra”, ossia quella posterio128 Cappella - 13