Quella notte Marisa non dormì. Pensò al passato. A Boston. Boston fu un'idea di zio
Carlo. In casa sua, negli anni settanta, non c'era molta simpatia per i capelloni. Oggi è tutto
da ridere: capelli lunghi... corti... rasati... alla rasta... alla Moicano, e poi lamette, piercing
nei posti più impensati, tatuaggi e tutto il resto dell'armamentario. Tutto va bene. Allora
invece ci volle un’invenzione inventato dallo zio per allontanare quel capellone e, per
giunta, aspirante cantante (ovvero, un senza futuro sicuro), dalla ragazzina che per lui
stravedeva. Lo zio inventò il trasferimento a Boston, Giovanni pianificò il suo viaggio, alla
conquista del successo, in Inghilterra. Due eventi che ebbero come risultato una ragazzina
che, per circa un intero anno, dovette combattere con le lacrime che bussavano ai suoi occhi
se solo sentiva il nome Giovanni. I suoi, tuttavia, erano riusciti nel loro intento. E poi, si
vede che era destino. Comunque, Marisa era riuscita a fare una bella famiglia. Certo,
economicamente non erano al massimo delle possibilità, bisognava risparmiare da tutte le
parti. Rinunciare alle ferie: si andava l'anno nel quale si poteva, prima la scuola per i
ragazzi. Del resto, l'unico a portare i soldi in casa, era Saverio. Giovanni ovviamente era
stato riposto nella soffitta della mente, insieme ai ricordi che, belli o brutti, formano il
background sentimentale d’ogni uomo o donna.
L'aveva trovato bene. I capelli più corti e più adatti ai tempi e, quello no, non è mutato:
aveva ancora negli occhi quel lampo di sfida al mondo intero. La telecamera lo aveva
ripreso di fronte. Aveva avuto l’impressione che, quegli occhi che bucavano lo schermo,
guardassero lei.
“Era me che guardava. Lo sento. Io solo posso conoscere quello sguardo. Dio mio!... Ma,
dopo tanti anni, non sarò ancora innamorata di Giovanni?”
Il mattino come il solito era sola in casa. Fece distrattamente colazione e decise: l'avrebbe
chiamato. A metà mattina, compose il centralino della Rai e fece riferimento alla
trasmissione della sera prima. Giovanni era ospite di una trasmissione. Ci volle almeno
un'ora prima di metterla in comunicazione con Giovanni. Per fortuna che le avevano detto
da subito di riattaccare che ci avrebbero pensato loro a richiamare appena possibile,
altrimenti la bolletta del telefono sarebbe arrivata trasportata da un palestrato; quando
finalmente sentì la sua voce non riuscì ad articolare una parola. Marisa era in casa sua ma,
tra le lacrime, si sentì come persa in un mondo sconosciuto. Quando, alfine, riuscì a
controllarsi quel po' che bastasse a dire qualcosa, disse semplicemente, come non fossero
passati tanti anni: