Per niente al mondo
Era stata decisamente una domenica magnifica. Dopo aver rimandato un'infinità di volte,
finalmente erano riusciti a far visita alla famiglia di sua sorella. La fattoria era bellissima e il
cibo croccante. Fosse per lei e Saverio, andrebbero anche loro a fare i fattori, ma finché
c'era Giorgia non se ne parlava nemmeno. Figuriamoci, non si era ancora finito di pranzare
che già aveva iniziato a chiedere a che ora si ripartisse!
“D'altra parte ha ragione anche lei: ha solo tredici anni ed è nata in città. E poi non è che
Alberto o Adriana siano tanto diversi. Non ci starebbero mai a vivere qui. Niente da fare.
Poi saremo troppo vecchi per fare i fattori. Ma va bene così. Finché i ragazzi filano dritto,
va tutto bene. Si sentono così tante storie...”
Marisa meditava tra padelle unte, piatti sporchi e bicchieri da lavare.
Il resto della famiglia, subito dopo cena, si era smembrata: Alberto era uscito a salutare
gli amici facendosi dare un passaggio dalla sorella che si sarebbe fermata una mezzora a
casa di Brenda, la sua amica del cuore; Saverio si era rinchiuso nel garage, che aveva
attrezzato ad atelier, per continuare una copia dell''Olympia' di Manet e Giorgia si era
addormentata davanti alla tv. Sostanzialmente, era stata lasciata sola col nemico... da lavare,
senza chiederle se avesse bisogno d'aiuto. Il fatto era che il giorno erano così tutti indaffarati
che non se la sentiva di penalizzarli facendole asciugare piatti e padelle. E poi lei non
studiava, né lavorava. Lei stava in casa... e sgobbava; ma non le dispiaceva, piuttosto, in
generale, il cruccio era un altro: quello di aver dovuto rinunciare alle illusioni e ai sogni
della sua adolescenza. Con l'età adulta era arrivata ineluttabile la coscienza che la vita a due
era costituita da pochissimi alti, da punte importanti di bassi. Tutto il resto era routine.
Accompagnò Giorgia a letto e si abbandonò disfatta sul divano.
Davano uno spettacolo di beneficenza della serie 'oggi è la giornata per la lotta contro...'