STILELIB(e)RO Racconti di periferia | Page 95

come un sudario, e con tutto il fiato e la rabbia che avevo in gola ho urlato: dove sei? –. La sua voce si fermò per un treno di secondi. Poi, quando l'ultimo vagone fu passato, riannodò con tono basso il filo che aveva rotto: – Dove sei?...dove sei? ho ripetuto innumerevoli volte nel silenzio rotto solo dall'affanno delle mie ruote disperate. Poi, dopo un secolo, ho sentito queste parole: – 'Amico mio stai calmo… Con me sei al sicuro. Ti ho mai mentito, abbandonato? Quando il tuo passo è diventato malfermo, ho semplicemente pensato di prenderti tra le mie braccia, al sicuro sulla mia bici'. – Ma, allora… intervenni con stupore. – Sì, l'unica traccia che segnava la neve era la Sua. Ero ospite sulla sua bici. concluse con un sorriso. Mi salutò agitando il braccio e diventando un puntino bianco. Un fiocco tra i mille fiocchi della neve che aveva ricominciato la sua danza sfarfallante.