Ma sapevano di mentire entrambi: nessun vento, per quanto freddo, riuscirebbe a far tremare così una ragazza con il sole negli occhi. Già, sin da bambina, le avevano sempre detto che aveva degli occhi radiosi … ma ora, lei, il suo sole l ' aveva visto spegnersi sulla curva della ferrovia, laggiù, verso l ' orizzonte.
Armando l ' accompagnò a casa con la macchina; lei lo salutò con quegli occhi di sole, alzò il vetro dello sportello e scese chiudendolo con un colpo deciso.
– Non preoccuparti... Giuliano non resisterà più di un paio di mesi in città. Vedrai che lo ritroveremo di nuovo a bighellonare nel bar di Sandro...
Le parole di Armando l’ accompagnarono durante il breve tragitto che, attraverso l ' orticello che coltivava suo padre( sembrava un giardino dei poveri, con i suoi giallissimi fiori di zucca precoci o con, in estate, la cicoria dagli steli impreziositi da minuscole margheritine azzurre), la portava all ' entrata di casa. Silvia si girò a salutare di nuovo, ma con un gesto della mano, quasi non avesse più voce da spendere: eppure la partenza di Giuliano era stata del tutto avara di parole. Tuttavia, dentro se, Silvia aveva riempito un materasso di frasi struggenti. Probabilmente era per questo che non riusciva a trovare un ciao, un arrivederci o qualcosa di simile per congedarsi da Armando. Entrò in casa e avvisò che era rientrata; c ' era solo suo padre, sua madre era morta da circa due anni. Si mise comoda e iniziò a preparare la cena; fosse per lei se ne sarebbe andata immediatamente a letto... anche se erano appena le sette e un quarto di sera:
“... Ma quel poveruomo di papà, ha diritto almeno a una cena decente; è sempre quasi tutto il giorno nei campi a tener dietro alle coltivazioni... Poi il suo pensiero mutò argomento,“ Armando non conosce per niente suo fratello. Pensa che ritorni: non ritornerà più, gliel ' ho letto negli occhi... E forse è meglio, io l ' amo da impazzire, ma qui tutto quel che riusciva a fare era di starsene al bar tutto il giorno... certo, lui non chiedeva niente, ma di quel misero stipendio che mi passa quello spilorcio di notaio, che mi fa lavorare in nero tra l ' altro, una piccola parte andava a lui comunque... No, no... era una situazione del tutto insostenibile e senza futuro... ha fatto benissimo ad andarsene, anche perché per lui la città è come la terra promessa: gli auguro di trovare tutto quel che cerca...”, concluse mentre le lacrime la accecavano e la costringevano ad indovinare col tatto le posate da mettere sul tavolo.