pensa in un altro modo ed è diventato taciturno, più del solito, ed intrattabile; ce l ' ha col mondo e nel mondo c ' è Carla, quindi ce l ' ha anche con Carla.
" Per finire, ci mancava anche... come ha detto di chiamarsi? Ah sì, Giorgio. Sicuramente il signor Mayer che gli ha dato quella specie di passaggio è mezzo matto. Ma anche Giorgio è abbastanza squinternato. Voleva a tutti i costi portarmi a cena in settimana: '... bene, ora che ambedue ci siamo presentati, non posso fare a meno di invitare a cena chi, in questa notte di tregenda personale, si è mostrata così cortese... e non dirmi che sei impegnata, perché questa parla chiaramente...', mi ha detto prendendomi la mano disadorna di un minimo anellino, '... tra l ' altro, ne ho visto uno veramente grazioso in centro... te lo porto a cena: decidi tu il giorno.' Che matto!"
Matto o buffo, Giorgio era diventato attentissimo, troppo, nei suoi riguardi: il particolare della mano senza anello da fidanzata, aveva fatto sentire Carla inadeguata; perché lei era fidanzata. Sicuro. Non solo, ormai da un anno e mezzo vivevano anche insieme. Ma, Gabriele non era come Giorgio, un perfetto sconosciuto che aveva già progettato di farle brillare qualcosa sulla sua mano, no, Gabriele non gli somigliava per niente.
Sentì la porta che si apriva. Si alzò e chiese a Gabriele se avesse fame. Non gli chiese altro. Il giorno dopo era festa nazionale. Niente università e niente lavoro, ma molte discussioni e una decisione, importante:
– Okay, da dopodomani ti lascio la casa. Decidi tu cosa farne. Io vado a stare con Chiara. Per questo mese, come già il mese scorso e gli altri prima, è tutto in regola. Tutto pagato da me. Visto che quello che tu guadagni non si è mai saputo che fine faccia, disse con seria Carla, "... e visto che non sei stato capace nemmeno di investire su un anellino da quattro soldi da regalarmi...", avrebbe voluto aggiungere. – Come vuoi, rispose Gabriele senza fare la minima resistenza. La lezione era finita. La prof era stata precisa nella lezione. Carla si ritrovò innamorata persino di David, un artista che, almeno fino a quel momento, detestava. Gli preferiva Ingres.
" Beh, ho sbagliato a sottovalutare David, ora sono cotta di lui, certo non posso sperare che mi attenda all ' uscita ", ironizzava tra se mentre cercava di farsi spazio nella calca che, come sempre, si creava all ' uscita dall ' aula magna.
– Ciao Carla, disse una voce sconosciuta.