serata diversa e mi sono divertita un sacco, ma … Era dalla festa della maturità che non stavo così bene. Dalla sera che mi misi insieme ad Alessandro. Alessandro, già … io lo amo e non voglio perderlo. Giancarlo non mi vedrà più … non dico che s’ è approfittato di me, tuttavia, poteva evitare di baciarmi prima di farmi scendere dalla macchina, anche se, anch’ io avrei dovuto fare più resistenza … no, non sono più abituata alle feste: sicuramente non a quelle di Giancarlo!”
Simona spense la luce e le riflessioni sulla serata appena trascorsa. Poi, s’ addormentò al pensiero che il sole del giorno dopo, avrebbe asciugato definitivamente le ultime gocce d’ ansia che ancora brillavano nella sua mente.
Simona, a dispetto della sua figura di bambolina appariscente e disponibile, era una ragazza dai propositi fermi … ma Giancarlo la superava: se si prefiggeva un risultato, s’ armava d’ astuzia e di forza, e tirava dritto come un bulldozer verso la meta.
Le buone intenzioni di Simona furono del tutto insufficienti a contrastare le attenzioni di Giancarlo … e, quel che era peggio, il fatto che lui la trattasse come una principessa, destarono in lei quella voglia di giocare che, anche se sonnecchiante sotto la cenere, era lì pronta ad accendersi come una stella evocata da un poeta insonne. Beh, Giancarlo proprio poeta non era, ma faceva del suo meglio e soprattutto, diversamente da quest’ ultimo cercava e voleva fortemente qualcosa di più concreto di una citazione nelle antologie scolastiche. E l’ ottenne.
“ Ci sono cascata … è riuscito a farmi sentire importante … mi ha fatto maturare come un frutto convinto d’ abitare sul ramo migliore … nella parte più alta dell’ albero. Tutte le cazzate che mi ha detto mi hanno stordito. E così … tutt’ un tratto mi son trovata nel suo letto!”
Simona si ripromise di dire tutto ad Alessandro. Era passato circa un mese, ma, tutte le volte che cercava di accennare al problema, le parole le rimanevano rintanate nella lingua. Poi non ci fu più bisogno di dire niente. Una sera trovò nella buchetta della posta una lettera con solamente su scritto‘ per Simona’:
‘ Volevo semplicemente dirti che io non ero distratto. Giancarlo è uno in gamba, più precisamente uno sbruffone in gamba; ma se l’ avessi picchiato tutte le volte che t’ avvicinava cosa avrei risolto? Io non sono un carceriere e tu non sei una condannata: sei una persona che ha scelto di percorrere liberamente la sua strada come io, ormai, ho scelto la mia. Ho apprezzato i tentativi che hai fatto per parlarmi della tua, come chiamarla?