STILELIB(e)RO Racconti di periferia | Page 50

un ' immensa e azzurra tenda a pois bianchi. Barbara, fedele ai suoi ideali, si era procurato un fonendoscopio verde: – Ehi, siamo speranzose, vero? aveva osservato incuriosito l ' infermiere. – Sempre, aveva risposto. Davide lo conobbe lì. Quel giorno, come al solito dopo aver fatto il punto sui casi che si stavano seguendo, l ' equipe del professor Monti si recò in camera uno per iniziare il girovisita di routine. Davide era un nuovo paziente. Il prof, cortese, dopo un breve dialogo concluse con: – E mi dica, cosa si aspetta da me? – Sa, il suo approccio è da manuale di psicologia, aveva risposto Davide mentre analizzava una ad una le facce degli specializzandi che con gli occhi facevano la spola dalle labbra del prof alle sue, – il fatto è che, una domanda, formulata nel modo come l ' ha posta lei, mira a non creare illusioni in chi come me è rimasto impigliato in una maledetta fune che s ' è annodata alle sue caviglie bloccandone la corsa –, Davide si fermò, posizionò le braccia robuste sui braccioli della carrozzina, e si librò come un airone disperato verso l ' alto. Rimase qualche secondo in piedi, e poi, con un tonfo sordo, ricadde sulla carrozzina come se il cielo l ' avesse rifiutato. – Ecco – riprese con il respiro affaticato, – secondo lei, cosa mi aspetto?
– Lei è un ragazzo molto pronto –, intervenne il prof, – ma, a giudicare dalle diagnosi che altri colleghi hanno fatto prima di me, io ho il dovere di non... come dire? … Sì, ho il dovere di non creare illusioni. Purtroppo qui siamo di fronte a...
– Sclerosi a placche... disse Davide precedendo il prof, – ovvero una malattia che colpisce la sostanza bianca del tessuto nervoso con distruzione lenta e progressiva della guaina mielinica della quale è ricoperto. La più frequente malattia neurologica del giovane adulto, più o meno. Decorso ' à poussè '. Fino a grave invalidità motoria. Ci sono anche delle forme lievi, eccetera eccetera... Io, purtroppo sono stato sfigato... le mie recrudescenze sono ravvicinate e sempre più invalidanti. Ma lei se la sente, come fanno tutti i luminari che fanno salotto da Mirabella di darmi una speranza? Le parole incattivite di Davide si fermarono per dare voce al silenzio gelido. – Vedremo, concluse senza scomporsi il prof. Barbara aveva finito la specialità e aveva vinto una borsa di studio. Finalmente poteva fare la ricercatrice sul campo. Con Davide fece come gli antropologi che, per capirci