STILELIB(e)RO Racconti di periferia | Page 45

Da quella sera, Pierre Ferrari, iniziò a corteggiarla assiduamente. Anche Cesare, con molta discrezione, tentò di avvicinarla. Una sera, stanco morto per l ' ennesima giornata di incontri scientifici, passando davanti alla camera di Valeria sentì rumore di colluttazione. Bussò allarmato ma visto che nessuno veniva ad aprire, tese l ' orecchio per tentare di capirci qualcosa. Niente. Pensò di essersi sbagliato e decise di proseguire verso la sua camera. Dovette rinunciare, questa volta la porta di Valeria che si aprì di scatto non poteva essere una sua invenzione. Fece appena in tempo ad entrare, prima che Pierre, che teneva una mano premuta sulla bocca della ragazza, richiudesse. Il suo pugno cadde sulla faccia dello sbruffone che mollò la presa e barcollò all ' indietro cadendo con un tonfo secco. Poi si alzò e, guardando Valeria che tremava tra le braccia di Cesare, disse con l ' aria più disinvolta di questo mondo: – Diamine... volevo semplicemente portarmela a letto! Il giorno dopo, nella brezza del mattino del tardo autunno, Valeria passeggiava nel parco. In seguito alla disavventura della sera precedente aveva dormito malissimo, ma il contatto con la natura che si preparava per l ' inverno pareva distrarla dall ' accaduto.
" Non mi ci abituo mai … Tutti gli anni la natura si prepara al lungo sonno invernale … è un fatto comune lo so … ma a me fa sempre comunque tanta malinconia tutto questo mondo colorato e sgargiante. Sembra salutarmi come fosse un addio …", pensava. – Fa lo stesso effetto anche a me, la voce inaspettata la distolse dalle sue riflessioni. Era Cesare. – Mi hai letto nel pensiero!, commentò Valeria sorridendo. Poi continuò, – come mai non sei al tuo solito posto? E ' forse giorno di vacanza per il vostro congresso scientifico?
– Figuriamoci... fosse per il presidente, ci terrebbe lì anche la notte... No, me la sono presa da me la vacanza... ormai non ne posso più, bisogna che io impari dalla natura a rispettare i ritmi biologici e poi, non c ' è solo la scienza nella vita. Ci sono anche le ragazze speciali che meritano tutta l ' attenzione possibile –. Disse queste parole guardandola direttamente negli occhi, con disarmante sincerità. – Perché, quando si è soli nella notte, nessun libro al mondo, per quanto ben scritto, ti aiuta a superare quel senso di spaventosa solitudine che si attacca al tuo cuscino – concluse.
– Pensavo che voi uomini di scienza foste solo razionalità... gli disse scherzando. Il tono malinconico di Cesare le era sembrato una richiesta di aiuto. Quindi, aggiunse: