STILELIB(e)RO Racconti di periferia | Page 149

– Scusa, cosa vorresti cambiare? – Il nome, se non ti garba lo cambio. Forse non sei informato: i nomi si possono cambiare. Bisognerebbe riempire dei moduli … – Eh, se lo so, commentò enigmatico Michele. Fuori aveva smesso di piovere. Il sole era tornato a splendere, si erano fatte le 11 del mattino. – No, volevo scusarmi. Non stavo dando dello stronzo a te ma a quello … stronzo, disse indicando una foto attaccata al muro della cucinetta. Gianni si alzò a osservare da vicino. Nella vecchia foto c’ erano tre figure. Una sconosciuta e due conosciute. Di queste due, una ce l’ aveva a due passi e l’ altra lo fece sobbalzare: – Porca miseria al quadrato: sembra John! – Sembra?: è John, lo corresse Gegghero. – Ma … Stiamo parlando proprio di John Lennon? – Precisamente: del mio grande amico John Lennon.“ Cazzo al quadrato con margarina incorporata, vuoi vedere che è tutto vero. Vuoi vedere che il tipo col quale sto parlando è veramente uno degli Stones?”, pensò inquieto Gianni Giordano. Poi, continuando a guardare la foto, chiese: – Scusa Michele. Se questo è Lennon e l’ altro sei tu, chi è quello a destra? – Lo stronzo Aldo Castelli. Era ormai ora di pranzo. Michele convinse Gianni a rimanere a pranzo. Gli spiegò perché aveva titolato‘ stronzo’ Aldo Castelli:
– In Italia solo lui è a conoscenza della mia storia. Gli chiesi, tanto tempo fa, di lasciarmi fuori dalle sue chiacchiere. Volevo vivere per i fatti miei. D’ altra parte, nella sua stronzaggine, è pure stato bravo per tutti questi anni e non mi ha mai tirato in ballo. Ma ora, chissà che avrà combinato. Vedrai che avrà venduto al tuo capo il mio indirizzo per un buon gruzzolo. È sempre stato, per quello che io ricordi, un frequentatore di casinò. Assiduo. Molto assiduo. Negli anni’ 60 lo tirai fuori dai guai prestandogli – si fa per dire: non me li ha mai ritornati indietro – dei soldi. Adesso si sarà cacciato in qualche altro problema simile e sta grattando il barile …