STILELIB(e)RO Racconti di periferia | Page 137

– Come tanti anni fa! esclamò il padre. – Già, è vero: potrei dare un’occhiata alla camera 14, chiese la madre rivolta all’infermiera coi capelli rossi. – La 14… Sì al momento è libera. C’è qualche speciale motivo che vi spinge a questa visita? Chiese a sua volta la rossa. – Sì, è una storia lunga. Vi annoierei, concluse la madre del piccolo che era stato ricoverato per accertamenti. I giorni che seguirono, il padre del nuovo ricoverato sembrava tutto preso. Come uno speleologo osservava ammirato e con passione tutti gli angoli del reparto. Poi chiese notizie. Fece dei nomi, medici, infermieri, tecnici, OSS, volontari, maestre, etc. – Oddio, io sono nuovo. Lavoro qui da troppo poco tempo per conoscere i nomi che mi avete fatto, si schermì il medico che seguiva il figlio. Invece uno di quei nomi ancora lavorava lì. Era un’infermiera castana. Doveva fare il turno di notte. Mancavano solo pochi mesi alla sua pensione. Dopo la consegna, la coppia della notte, iniziò il giro delle camere. Quando entrarono nella camera 9, l’anziana infermiera scambiò insieme al collega qualche chiacchiera con il padre e la madre del nuovo arrivato. Non li riconobbe. In cambio i due le chiesero se lei riconoscesse i due aggeggini che le mostrarono: due braccialetti rossi dipinti col pennarello. – Impossibile! Tu sei quel bimbo che, scusa non mi ricordo il nome, è passato tanto tempo… Ah, sì: tu sei Rocco dei Braccialetti Rossi! – Già, disse lui con un groppo alla gola. Sono tornato per chiedere scusa dei casini che combinavo con la storia dei braccialetti… E per far dare un’occhiata a mio figlio. È sano. Ma non si sa mai… Io le mie crisi le tengo sempre sotto controllo con la Dintoina. Faccio i dosaggi… – E lei, la conosco? chiese l’infermiera indicando la compagna di Rocco. Erano tutti e tre con gli occhi lucidi. Il loro bambino, stanco, già dormiva. – Be’ sì. Io sono Giorgia. Probabilmente ti ricorderai di me perché questo qua, il mio Rocco, mi fece fare la ‘parata’ di saluto quando fui trasferita al Sant’Orsola. “Incredibile!” continuava a pensare l’infermiera. Poi, rivolta a Giorgia: – Scusa, ma dopo la chemio cosa è successo? – Tutto sparito. Sono sempre stata bene. A parte la chemioterapia, posso dire che c’è stata una completa remissione spontanea.