Dopo tre giorni di indagini varie, esami ematici, TAC e programmazione di intervento, i medici giudicarono inoperabile la piccola.
– Troppo pericoloso. Il tumore è in un distretto anatomico difficilmente operabile. I benefici, a questo punto e in confronto ai rischi, sarebbero minimi. L’ unica soluzione consigliata al momento, è la terapia chemio. Mi dispiace …, disse il medico ai genitori della piccola.
Giorgia, questo il nome della bimba, era diventata in solo tre giorni, la tappa più importante della giornata di Rocco. Non faceva chiasso. Entrava in silenzio e la guardava dormire in preda al torpore della malattia. Le solleticava le guance e poi andava via.
Quando il‘ leader’ dei Braccialetti Rossi della pediatria seppe che Giorgia sarebbe andata via, in direzione del Sant’ Orsola per la chemioterapia, raccolse gli altri piccoli Braccialetti Rossi del reparto. Quando arrivò la barella dell’ ambulanza schierò il minuto drappello vicino all’ uscita. Appena si approssimò Giorgia, i bimbi portarono al cuore i loro braccialetti e dissero a voce ferma:‘ Watanka!’. Poi, mentre la porta vetrata si richiudeva automaticamente dietro il gruppetto che si dirigeva verso l’ ascensore, Rocco iniziò a cantare a bassa voce“ Ogni volta” di Vasco Rossi. L’ aveva visto fare al suo‘ doppione’ e omonimo televisivo Rocco quando diede l’ addio al suo amico Davide, morto in seguito a un’ operazione cardiaca. Quel pomeriggio, molti del personale della pediatria avevano gli occhi lucidi. – Via, si rimetterà presto, disse Rocco all’ infermiera coi lucciconi agli occhi. Poi se ne andò in camera sua e si mise a piangere in silenzio. Dopo due giorni Rocco fu dimesso. Al momento dei saluti, sentì un infermiere che, nella permanente mancanza di personale, diceva alla caposala che il giorno dopo ci sarebbe stato a disposizione, sia per il reparto adulti e sia per la pediatria, un solo OSS:
– Uno solo? Ma è terribile: con un solo osso non ci fate nemmeno il brodo! Vi saluto, disse Rocco salutando con la mano.
Il tempo passò. I minuti si tramutarono in ore. Le ore in giorni e i giorni in mesi, e quest’ ultimi in anni svolazzanti. Di anni ne passarono tanti. Quando la famigliola accompagnò il nuovo ospite nella pediatria, fu loro assegnata la camera 9.