STILELIB(e)RO Racconti di periferia | Page 135

“Se la storia della Strage degli innocenti voluta da quel despota disgraziato sia una leggenda o meno, non lo so; di sicuro sono convinta che nessuna bimba dovrebbe subire, nella realtà, questa malattia maledetta che, non è sicuramente meno drammatica della fuga di Gesù, Giuseppe e Maria”, pensò intristita l’infermiera. Poi entrò un suo collega che mise alla bimba il suo braccialetto. Rosso. Glielo avevano promesso a Rocco che, limitatamente al tempo del suo ricovero, avrebbero usato i braccialetti corretti col pennarello. Nel corridoio, i due paramedici che si allontanavano dalla camera, manifestarono i loro punti di vista: – Sto leggendo Mark Twain. C’è una frase che mi ha colpito particolarmente: “I due giorni più importanti della vita sono quello in cui sei nato e quello in cui capisci perché”, disse lui. – Geniale osservazione! – Geniale, certo. Tuttavia non so se la bimba che abbiamo appena ricoverato avrà mai l’occasione per capire perché, a nemmeno due anni, gli è capitato qualcosa molto più grande di lei, disse l’infermiere che si fermò a guardare fuori, come se vedesse un aquilone svolazzare nel maestrale. Rocco andò subito a conoscere la piccola. – Uhm… sei troppo piccola per avere una parte importante nei Braccialetti Rossi della pediatria. Tuttavia, vedrai, un ruolo per te lo troverò. Tu, intanto, pensa a guarire e a crescere un po’… – Posso entrare? chiese una voce. – Un momento. Qui si sta lavorando. Ho quasi finito… Allora, bimba, devi fare il giuramento ufficiale: basterà dire ‘Watanka’ e sarai arruolata nei Braccialetti Rossi. – ‘Awaawahh!’ rispose la bimbetta. – Va be’. Vìsto che al momento non riesci a dirlo meglio, accetterò quella cosa che hai detto: ma allenati a dirlo con più chiarezza, eh! Sulla porta, la dottoressa che aveva chiesto di poter entrare, si scostò e fece uscire il piccolo ‘arruolatore’: – Signor ‘primario’, io dovrei stendere la storia clinica, pensa che possa iniziare o ha altre attività di accoglienza da svolgere ancora? chiese con tono canzonatorio a Rocco che si era fermato nel corridoio.