“Se la storia della Strage degli innocenti voluta da quel despota disgraziato sia una
leggenda o meno, non lo so; di sicuro sono convinta che nessuna bimba dovrebbe subire,
nella realtà, questa malattia maledetta che, non è sicuramente meno drammatica della fuga
di Gesù, Giuseppe e Maria”, pensò intristita l’infermiera.
Poi entrò un suo collega che mise alla bimba il suo braccialetto. Rosso. Glielo avevano
promesso a Rocco che, limitatamente al tempo del suo ricovero, avrebbero usato i
braccialetti corretti col pennarello. Nel corridoio, i due paramedici che si allontanavano
dalla camera, manifestarono i loro punti di vista:
– Sto leggendo Mark Twain. C’è una frase che mi ha colpito particolarmente: “I due
giorni più importanti della vita sono quello in cui sei nato e quello in cui capisci perché”,
disse lui.
– Geniale osservazione!
– Geniale, certo. Tuttavia non so se la bimba che abbiamo appena ricoverato avrà mai
l’occasione per capire perché, a nemmeno due anni, gli è capitato qualcosa molto più grande
di lei, disse l’infermiere che si fermò a guardare fuori, come se vedesse un aquilone
svolazzare nel maestrale.
Rocco andò subito a conoscere la piccola.
– Uhm… sei troppo piccola per avere una parte importante nei Braccialetti Rossi della
pediatria. Tuttavia, vedrai, un ruolo per te lo troverò. Tu, intanto, pensa a guarire e a
crescere un po’…
– Posso entrare? chiese una voce.
– Un momento. Qui si sta lavorando. Ho quasi finito… Allora, bimba, devi fare il
giuramento ufficiale: basterà dire ‘Watanka’ e sarai arruolata nei Braccialetti Rossi.
– ‘Awaawahh!’ rispose la bimbetta.
– Va be’. Vìsto che al momento non riesci a dirlo meglio, accetterò quella cosa che hai
detto: ma allenati a dirlo con più chiarezza, eh!
Sulla porta, la dottoressa che aveva chiesto di poter entrare, si scostò e fece uscire il
piccolo ‘arruolatore’:
– Signor ‘primario’, io dovrei stendere la storia clinica, pensa che possa iniziare o ha altre
attività di accoglienza da svolgere ancora? chiese con tono canzonatorio a Rocco che si era
fermato nel corridoio.