STILELIB(e)RO Racconti di periferia | Page 134

avesse uno smartphone capace di mettersi in contatto con extraterresti capaci di eliminare il dolore. – No, niente di tutto questo. Il vostro amico ora dorme placido. La verità è che, al Braccialetto Rosso che sta lì dentro, ho raccontato una favola noiosa, ma noiosa, ma… noiosa… noiosa… no – io – sa… zzz… Il medico si sedette per terra e si addormentò. – Capperi sott’olio, doveva essere proprio noiosa se anche lui si è addormentato. Bravo! Disse Rocco che, vedendo arrivare un infermiere, suggerì: – Bisognerebbe portarlo a letto: è un eroe. Ha raccontato un fatto noiosissimo al nostro amico per indurlo a dormire. Deve essere stato faticosissimo, visto che si è stancato tanto! Appena tutti i bimbi si furono allontanati, l’anestesista si alzò e andò a correggere la terapia. Era una mattina di gennaio. I due arrivarono come la Madonna e san Giuseppe. Non venivano dalla Galilea o da qualche altro posto da presepe. Venivano dal pronto soccorso di Rimini. Non avevano un asinello per portare la mamma e suo figlio. Viaggiavano sul dorso di una barella con le ruote. Non erano seguiti dai re Magi, ma dai due addetti dell’ambulanza. Era un’urgenza. L’unica camera libera era la 14. – Ecco qua. Spero vi troviate bene. Questa è la culla per il suo bambino… – Veramente è una bambina, disse la madre interrompendo l’infermiera. La bionda si scusò. Lo sapeva pure che era una bimba. La dottoressa era stata chiara al telefono: – Nel pomeriggio è previsto un ricovero in urgenza. Si tratta di una bimba di 2 anni, un probabile tumore della fossa cranica. Ma l’infermiera era una sognatrice. Là dove atterrava un aereo vedeva un Tyrannosaurus rex planare, una foglia che svolazzava nel vento d’autunno era una ballerina russa e, ovviamente, un papà che accompagna la sua compagna seduta col suo fagotto in braccia sopra una barella, non poteva essere altro che il san Giuseppe della Sacra Famiglia il quale, guidando le briglia dell’asino, cerca di raggiungere insieme ai suoi cari l’Egitto, in modo da sfuggire alla maledizione di re Erode il Grande. Quindi, ci stava che avesse pensato alla bimba nei panni di Gesù bambino.