– Portatore, e di che cosa? chiese il padre del piccolo.
– Oh, è ovvio: di pannolone. Ah, comunque, scherzo eh, disse l’anziano ridacchiando
amaro. E, inoltre e se le fa piacere saperlo, quel FUT di prima è solo l’acronimo di Foglio
Unico di Terapia. Arrivederci.
Finalmente il vetro scorrevole dell’entrata del famoso padiglione G fu oltrepassato.
Presero l’ascensore per il secondo piano.
Quando furono nel reparto, il bambino e i suoi genitori, furono fatti accomodare in
camera 9. L’OSS di turno, una mora gentile e dall’aria familiare, dopo aver spiegato per
grosse linee le caratteristiche del luogo che avrebbe ospitato per un certo tempo la
famigliola, portò quest’ultima a un tour nell’unità operativa. Rocco, questo il nome del
bambino, osservò incuriosito le pareti del corridoio: “Mah, ci sono segni stradali che
conducono sulle pareti. È stranissimo ‘sto posto. Speriamo bene”, pensò un po’ preoccupato.
Poi fu la volta di una bionda. L’infermiera gli attaccò gli appiccicotti. Quindi, fece
ronzare l’apparecchio che si era portato dietro.
– Cos’è? chiese.
– Ah, ti ho fatto una ‘foto’ con i cavi, rispose con un sorriso l’infermiera.
– E come sono venuto?
– Benissimo, vedi che sorridi? Gli disse avvicinandogli l’apparecchio.
Rocco non sapeva come dirglielo a quella poverina. Quello che si era portato dietro non
era un apparecchio fotografico. Era un elettrocardiografo. Ma lei era, chissà da quanti anni,
convinta che fosse una Nikon o qualcosa del genere. Che fare? Non se la sentì di toglierle
quella convinzione. Niente, decise di lasciar perdere. Lui la sapeva lunga. Ne aveva fatti di
ECG, hai voglia!
– Hai ragione. Sorrido proprio. Son venuto proprio bene. Grazie, disse rivestendosi.
La bionda si riportò indietro l’elettrocardiografo impensierita.
Guardò il tracciato, i complessi PQR…
“Mah, quel bimbo mi preoccupa: ha detto ‘Sono venuto proprio bene’ ”, disse a se stessa
ripensando al commento del bambino.
Rocco era affetto da epilessia. Quando passò il giro dei medici, il ‘capo’ disse:
– Caro Rocco, da oggi sei un paziente. Noi tutti ci occuperemo di te e cercheremo di
sbrogliare il bandolo della matassa del tuo problema.