STILELIB(e)RO Racconti di periferia | Page 122

Quel signore che tutti i giorni andava a occupare la sua postazione di lavoro all’entrata principale, situata nella zona monumentale del complesso architettonico, guardò il padre del bimbo e gli disse: – Beato lei che è giovane. Insomma, almeno per adesso non è angustiato dal pensiero della pensione. Purtroppo per me, non posso dire la stessa cosa. Lei segue l’attività del Parlamento? – Be’ sì. Ma un pochino, rispose l’interpellato. – Un pochino? Mi scusi eh, fa male a interessarsene così poco. Quelli che decidono per te, non sempre decidono bene. Anzi, quasi mai decidono bene… Ci toglierei pure quel quasi! Lo sa cosa ha detto il ministro dell'Economia e delle Finanze? Glielo dico io: “Non possiamo essere l’unica nazione ad avere pensionati giovani, dobbiamo seguire la Germania che manda a riposo i suoi cittadini a 70 anni”. Il ministro è orgoglioso di essere al fianco dei tedeschi che, si sa, sono precisi e progressisti. Il fatto è che, i tedeschi e già da qualche anno, sono ritornati sui loro passi e hanno accordato la pensione a 63 anni. Il Governo della Germania ha pensato bene che, a 70 anni, più che dare il riposo alla gente, si rischia di dare… l’eterno riposo! Ma chi glielo va a dire al ministro dell'Economia e delle Finanze che i tedeschi hanno fatto marcia indietro? Non ci crederebbe e così, gente come me, soldati di Waterloo, atavici impiegati delle poste alle prese con i leccamenti dei francobolli (l’unica attività che la salute gli permetta) e muratori impegnati coi mattoncini Lego (e chi cazzo riuscirebbe a sollevare un tufo a cent’anni?) siamo ancora tutti qui, a lavorare! Ma lo sa lei che la pensione non solo è giusta, ma non fa male? Io manderei a lavorare nelle miniere tutti quegli imbecilli truccati da studiosi che dicono che la fine dell’attività lavorativa porti alla depressione. L’Università di Sidney ha fatto uno studio su 25.000 senior australiani. Ha appurato che non è vero che tutti gli ex lavoratori finiscono come il ragionier Fantozzi. È invece l’occasione per dedicarsi alle diverse attività che possono interessare l’individuo. Va da se che se uno è appassionato di politica o di studi sui girini negli stagni e, per sua fortuna, ha fatto quelle attività da sempre, di pensione non ne vuole sapere. Ma, e questa è la stragrande maggioranza dei casi, se si fa un lavoro per campare onestamente, quando è arrivato il momento di mollare, bisogna dare la possibilità di farlo! Altro che il verdetto di quegli improvvisati studiosi dei miei stivali! Inoltre, lo studio australiano dell’Università di Sidney ha segnalato che, allontanandosi dal lavoro, gli individui ricevono effetti particolarmente benefici sulla salute fisica e mentale: 67 giorni in meno di vita sedentaria,