STILELIB(e)RO Racconti di periferia | Page 120

– Meno male, disse il tipo alzandosi e avviandosi verso l’uscita. – Ma scusi, dove va? chiese impreparato il lavorante. – Vado a comprarmi i biscotti. “I biscotti? E cosa diavolo c’entrano adesso i biscotti”, si chiese il barista. Comunque, scesero entrambi e si avviarono verso il bancone del bar. Il barman era frastornato. Il tipo si fermò e indicò un punto dietro il banco: – Accidenti, non ce ne sono più! Indicò col dito e disse al suo accompagnatore: – Son finiti i biscotti che volevo comprare. Infatti, le ultime tre confezioni rimaste, erano state vendute mentre loro due avevano discusso nell’ufficio del ‘comando’. A fianco del desolato spazio senza biscotti era affisso, con del nastro adesivo, un cartello: ‘Avviso per il personale. Alle 18 di oggi ci sarà l’incontro col nuovo responsabile dell’autogrill.’ “Cazzo… Questo qua voleva solo dei biscotti! Io ho pensato indicasse il cartello”, pensò il barista accompagnatore. Il barman si arrabbiò con se stesso per aver perso tempo. Non c’è niente da fare, ad alcune persone, anche a sbattergliela in faccia, la verità non fa nessun effetto. Sentono solo di aver perso tempo. Tuttavia, giusto per non lasciare niente al caso, chiese. – Insomma, lei non è il mio nuovo capo, vero? – Capo? Perché, lei non è capace di auto responsabilizzarsi? fu la risposta. Dall’uscita del bagno dell’autogrill una voce raggiunse il tipo: – Allora mister, che fai, vuoi un altro passaggio o resti qua? chiese il camionista. – No, aspettami arrivo. Qui non c’è niente per me. Né biscotti, né lavoro. Volevo chiedere se avessero bisogno di un lavapiatti. Ma, non credo: mi hanno offerto solo un posto di ‘comando’, ed io, non sono ‘felice’ nei posti di comando. Estrasse la sua armonica a bocca e usci suonando il vecchio blues. Non lo cagò nessuno, se non qualche bimbo che si incuriosì a quel suono che veniva da lontano e andava lontano.