Poi si rimise lo strumento in tasca. Chiese:
– Come era il brano?
– Bello… io non sono un intenditore. Tuttavia era una buona musica.
– E io come le sono sembrato?
– Lei sembrava… felice. Ecco, mi sembrava proprio felice.
– Le ho chiesto niente. Ho chiesto niente a nessuno? Soldi, attenzione, privilegi… Sconti,
etc.?
Il barista lo guardò incuriosito. Ma rispose:
– Non capisco dove voglia arrivare, comunque no, lei non ha chiesto niente di niente. A
nessuno. Né, tantomeno a me.
– Lei ci ha preso in pieno. Io amo la mia armonica. Sono felice quando la suono. Sono
felice quando imparo una nuova canzone del Delta del Mississipi: mi sembra di alleviare le
schiene dei raccoglitori di cotone…
– E io sono felice per lei… aggiunse disorientato l’interlocutore.
– Mi dica, secondo il suo parere, quel parlamentare che ha dichiarato di essere felice
nell’occuparsi dei cittadini, sarebbe ‘felice’ anche se guadagnasse come un operaio?
– Un operaio? Be’ non esageriamo. Non credo possa essere giusto, sa, c’è di mezzo la
laurea…
– …La responsabilità, il merito e quant’altro. Anzi, le dirò di più se vuole sentirlo: gli
stipendi di questi ‘titolati e responsabilizzati’, come dice lei, hanno addirittura una ragione
para razionale. Ovvero, li pagano tanto perché non siano vittime della corruzione.
– Be’, mi sembra una buona idea, disse il barista.
– Le sembra una buona idea? Ma si svegli: cosa ci sta a fare uno passibile di corruzione
in Parlamento? Voglio dire, io soffro di vertigini e per questo non mi è mai venuta la
stracazzo di voglia di usare il parapendio. Se lo facessi, sarei un imbecille o un mentitore;
uno che dice di avere una falla fisica e invece poi si lancia nel cielo imitando i falchi.
– E allora… chiese il lavorante come se non avesse mai ragionato in questi termini. Anzi,
correzione: non l’aveva mai fatto di sicuro.
– Come, allora? Ma scusi, lei sa pilotare un elicottero?
– No.
– Quindi non si proporrebbe per farlo, dico bene?
– No di certo… Ah, ci sono ho capito!