STILELIB(e)RO Racconti di periferia | Page 119

Poi si rimise lo strumento in tasca. Chiese: – Come era il brano? – Bello… io non sono un intenditore. Tuttavia era una buona musica. – E io come le sono sembrato? – Lei sembrava… felice. Ecco, mi sembrava proprio felice. – Le ho chiesto niente. Ho chiesto niente a nessuno? Soldi, attenzione, privilegi… Sconti, etc.? Il barista lo guardò incuriosito. Ma rispose: – Non capisco dove voglia arrivare, comunque no, lei non ha chiesto niente di niente. A nessuno. Né, tantomeno a me. – Lei ci ha preso in pieno. Io amo la mia armonica. Sono felice quando la suono. Sono felice quando imparo una nuova canzone del Delta del Mississipi: mi sembra di alleviare le schiene dei raccoglitori di cotone… – E io sono felice per lei… aggiunse disorientato l’interlocutore. – Mi dica, secondo il suo parere, quel parlamentare che ha dichiarato di essere felice nell’occuparsi dei cittadini, sarebbe ‘felice’ anche se guadagnasse come un operaio? – Un operaio? Be’ non esageriamo. Non credo possa essere giusto, sa, c’è di mezzo la laurea… – …La responsabilità, il merito e quant’altro. Anzi, le dirò di più se vuole sentirlo: gli stipendi di questi ‘titolati e responsabilizzati’, come dice lei, hanno addirittura una ragione para razionale. Ovvero, li pagano tanto perché non siano vittime della corruzione. – Be’, mi sembra una buona idea, disse il barista. – Le sembra una buona idea? Ma si svegli: cosa ci sta a fare uno passibile di corruzione in Parlamento? Voglio dire, io soffro di vertigini e per questo non mi è mai venuta la stracazzo di voglia di usare il parapendio. Se lo facessi, sarei un imbecille o un mentitore; uno che dice di avere una falla fisica e invece poi si lancia nel cielo imitando i falchi. – E allora… chiese il lavorante come se non avesse mai ragionato in questi termini. Anzi, correzione: non l’aveva mai fatto di sicuro. – Come, allora? Ma scusi, lei sa pilotare un elicottero? – No. – Quindi non si proporrebbe per farlo, dico bene? – No di certo… Ah, ci sono ho capito!