STILELIB(e)RO Racconti di periferia | Page 114

Non per essere presenzialista, ma di me, che ne sono il simbolo più accreditato di essa, la purezza, se ne parla sempre poco. Eppure ispiro simpatia in tutti: bambini, donne, uomini, politici, nobili, e ignobili. Sono silenziosissima, educata e mi accomodo dove capita e senza pretese; non chiedo molto. Faccio il possibile affinché un sorriso spunti sulle facce grigie. Sono una viaggiatrice stagionale. Quest'anno sono giunta in città in ritardo perché il caldo autunno s'è attardato fino ai primi gemiti dell'inverno. Io purtroppo ho una salute cagionevole e devo riguardarmi dalle temperature calde. Ho fatto conoscenze. Lui è un ragazzo brillante. Studia architettura a Firenze e il suo idolo è Antonio Sant'Elia. I suoi compagni sognano un grande futuro. Lui un futuristico futuro. A questo punto è inutile nascondere che mi sono persa dietro di lui. Purtroppo per me io non sono una cover girl. O, forse, è meglio così, altrimenti rischierei di fare qualche calendario per il quale dovrei inventarmi una qualche improbabile giustificazione: a proposito ho letto da qualche parte che una l'ha fatto per beneficenza, il che significa che tra qualche tempo qualcun'altra passerà ad affermazioni tipo 'la do in giro per costruire una capanna a chi non ce l'ha'! Ma, tornando a me, non sono un paesaggio ricco di curve e colline, e non ho il sangue caliente, anzi. Tutto quello che ho è solo questa purezza inutile e inflazionata. Lui non mi vede nemmeno. Mi sono data tanto da fare, ma l'innata timidezza che mi caratterizza non ha sortito grandi effetti. Questa notte è l'ultima occasione che ho per conoscerlo, perché domani sarà già il 31 aprile. Al suo tramonto dovrò assolutamente andare via perché le previsioni meteo hanno annunciato, per l'indomani, l'arrivo dei primi caldi. Sfogo la mia amarezza con i miei amici: Michelangelo, un cencioso che di professione fa l'accattone all'angolo della strada, e Raffaello, domiciliato sotto i ponti di tutto il mondo. Shh... Il mondo dorme! Non tutti. Ffformare... Aaarmonizzare... Aaaccarezzare. E' un'idea balorda la loro ma per tutta la notte, Michelangelo e Raffaello, si danno da fare per me. Mi dicono che di queste cose se ne intendono, e che con le loro cure entro domattina avrò un corpo scultoreo e un colorito magnifico. Quando lui al mattino attraversando il giardino mi vede, pensa a un miracolo. E lo è: non è così ordinario trovarsi di fronte a una dea dagli occhi liquidi!