STILELIB(e)RO Racconti di periferia | Page 111

Gil scorge da lontano il guizzo di una fiamma. E ' ancora freddo. Tra qualche mese scoppierà l ' estate ma ora è ancora freddo. Se Gil avesse visitato il terzo millennio avrebbe pensato che alcune cose non riescono a mutare, non ne hanno la forza. No, non si riferirebbe all ' attività di prostituta ma alla scena nel suo complesso. Che differenza c ' è tra le periferie delle metropoli dalle macchine ferme vicino alle vestali del fuoco e il porto di Palos rischiarato dal fuoco di una voce che chiede a Gil se vuole essere accompagnato in Paradiso? No, vi sbagliate di grosso. Se state pensando all ' abbigliamento siete completamente fuori strada. Le mode cambiano così repentinamente con i loro corsi e ricorsi che per fare veramente notizia e destare scalpore agli stilisti rimane solo da convincere il presidente degli USA a recarsi nella sede dell ' ONU conciato da centurione! Quindi, per quanto si sforzino, gli inventori del Nuovo Mondo non riusciranno a scalfire minimamente alcune... ' istituzioni ' che rimangono incredibilmente uguali a se stesse. Come uguali a se stessi rimangono i destini dei popoli affetti da una malattia curabile che si chiama fame, i cialtroni che non hanno orecchi ma solo occhi: non ascoltano ciò che gli si dice, guardano solo al colore della pelle. Ottimi motivi per inventare un Nuovo Mondo. Ma essi sono così forti e radicati che ad ogni tentativo di annientamento reagiscono come virus mutanti: cambiano aspetto e attendono in cattività il momento giusto per ridiventare virulenti: così, dopo il cambiamento epocale della rivoluzione del 1789 in terra di Francia, coloro che rovesciarono la monarchia incubarono dentro loro stessi quel disprezzo verso il popolo al quale si erano ribellati appena alcuni anni prima.
E ' una ragazza dall ' apparente età di venticinque anni. I capelli non molto lunghi, dopo aver fatto da cornice al viso si fermano alla stessa altezza di un girocollo largo circa un dito e che reca al centro qualcosa che luccica debolmente. Il corpo ben proporzionato è coperto in alto da una camicetta bianca e allacciata con studiata noncuranza; dalla vita in giù una lunga gonna probabilmente blu( la scarsa luce non permette una precisa individuazione del colore) o verde o addirittura nera disegna i fianchi accarezzandoli e precipitando poi verso il suolo.
– Allora marinaio vuoi che ti accompagni in Paradiso? la ragazza ripete la sua metafora preferita a Gil.
Gil non risponde. La guarda come un bambino con il naso spiaccicato contro una vetrina di giocattoli. Il vetro si appanna col suo respiro formando una condensa. Urge la voglia di comprare il giocattolo meraviglioso.