STILELIB(e)RO Racconti di periferia | Page 109

Gil Bueno non è di guardia, non è falegname, non è cuoco, non è comandante( almeno per il momento) nè tantomeno è stato confinato nella sua branda per ragioni di salute o punitive. Quasi a smentire gli effetti deleteri dell ' azzurro che imprigiona da tutte le parti lo sguardo dei marinai per un mese o più, lui preferisce trascorrere la giornata a farsi cullare nella pancia della nave che sente come premurosa madre. A mezzogiorno in punto va in mensa. Nessuno degli sbarcati è rientrato. Prevedibile. Meglio così. C ' è più spazio e non deve sopportare l ' allegro rutto di qualche compagno disinibito. I cuochi sono stati previdenti, hanno cotto poco cibo. Tutte le volte che si attracca in qualche porto il comandante ordina loro di preparare comunque per la ciurma. Puntualmente l ' unico a presentarsi è il solo Gil. Dopo il pasto Gil decide di andare sul ponte a dare un ' occhiata. Gabbiani amici. Grida di pescatori. Mormorio dell ' acqua contro il fasciame del galeone: schh... Montagne in lontananza che sembrano di zucchero azzurro. Cielo luminosissimo. Brezza ridente. Nuvole che passeggiano verso ovest. Già, verso ovest... " Ma che c ' è verso ovest... Voglio dire che c ' è oltre l ' ovest conosciuto?" Si chiede Gil. Un ' idea che lo accompagna sempre. Sarebbe disposto a cavalcare una di quelle nuvole per scoprirlo. Ecco ne passa una che somiglia incredibilmente a un destriero candido come un biancospino ma inconsistente come un sogno. " Bizzarre ' creature ' le nuvole, sempre lì pronte a esaudire ogni desiderio dell ' uomo... Peccato che i loro doni sono del tutto inaccessibili... Al pari di Morgana nel deserto esse si rivolgono solo agli occhi e regalano loro solo ciò che possono gustare: illusioni... Pure, fallaci e ingannevoli illusioni, nient ' altro che inconsistenti, impalpabili, irreali e inaffidabili illusioni e inganno della mente." Riflette Gil. Poi si ritira di nuovo nel suo regno: la branda. La sera ha scacciato le luci del giorno del porto. Il pomeriggio si è consumato tra le pagine del Cantar de mio Cid. Chiudendone le pagine, il clangore dell ' epopea s ' azzittisce. Gli eroi devono riposare, shh... Accettano di buon grado solo la preghiera sommessa del galeone che riposa i suoi ossi.
La notte ha allontanato le ombre della sera e regna. Ma sovrana su tutti è la luna. Una luna lucida e raggiante che illumina a giorno il mondo insonnolito. Gil Bueno sbarca. Nel porto non c ' è quasi nessuno. Qualche gatto miagola e contende la cena a un ' altro.
Devono contentarsi di poco. La gente scarta via poca roba: se fosse capace di rendere