STILELIB(e)RO Racconti di periferia | Page 108

modo. Dissimulando. Risultato: ordinaria amministrazione, marinai di routine. Cessato allarme. 'Il popolo della taverna' rappresenta il più accreditato indice di gradimento o di rigetto verso i nuovi arrivati nel porto di Palos de la Frontera. Probabilmente rappresentano uno dei primi tentativi di check in ante litteram spontanei. Sia abbiano progetti di lunga permanenza o siano di passaggio, i viaggiatori vengono con una rude diplomazia 'tastati' e scandagliati: in dieci-quindici minuti 'il comitato' riesce a farsi raccontare le malattie esantematiche, lo stato penale e le aspettative future. Tutto senza il minimo travaglio, i marinai aprono i loro sacchi pieni di notizie e lo rivoltano sul piano del bancone, c'è di tutto: suoni di lande lontane, storie di angeli e di demoni, odori di porti esotici, guerre e rivoluzioni in atto, il fetore della prigionia, Scilla e Cariddi, visioni di sirene, l'amore di una prostituta persiana e il dolore di un amore negato, mostri degli abissi e della superficie, ferite dell'anima e del corpo, miti, leggende e tant'altro ancora. E' il sacco che fa la differenza. Come viene rivoltato. Alcuni, specialmente dopo aver tracannato un certo numero di bicchieri per spegnere la sete inestinguibile, sommergono chi ascolta sotto una tonnellata di parole. Altri, che restano del tutto sobri anche dopo il vino, sembrano dei deserti dove le parole sono come le oasi: rare e di scarso ristoro. Poi ci sono quelli che gestiscono la comunicazione come bottegai o, volendo essere fini, come giocatori di scacchi. Come Gil Bueno. Il galeone ha attraccato ala banchina alle sei e mezzo di questa mattina. Dopo le operazioni d'ormeggio è stato sbarcato il carico. Come ragazzini scalmanati e petulanti i marinai sono sciamati sul legno del molo. Qui bambini cenciosi e sorridenti si son fatti loro ciceroni. Li hanno condotti dritto da Felipe, dopo un mese d'acqua salata hanno solo voglia di taverne, bettole, osterie, locande e simili e voci di donne. I bambini lo sanno e quindi non si offrono di fare altro, li lasciano semplicemente sulla porta della 'Taverna del lupo', aprono il palmo sudicio della manina che accoglie l'agognata mancia e saettano via, verso la felicità dell'incoscienza. Dei compagni di navigazione di Gil son rimasti solo i marinai di guardia alla nave, i falegnami che devono riparare nel più breve tempo possibile alcuni assi divelti della prua (il comandante è stato irremovibile, prima la riparazione e poi la libera uscita), i cuochi e il comandante con il suo secondo.