A volte capita. A volte capita qualcuno. Capita che qualche suo frequentatore assiduo ritorni in quelle ore sacre.
Andatura traballante. Avanzamento a zigzag. Pista, pista. Dialogo. Interlocutore trasparente. Soggetto del dialogo: la vita nelle sue varie declinazioni. Risultato: un monologo scandito dalla voce impastata. Ogni cinque-sei passi si arresta e fa cadere la testa sul petto. Sembra stia cercando qualcosa. Sicuro. Cerca qualcosa. E ' comprensibile che chi lavora dall ' alba al tramonto scaricando bastimenti o pesce azzurro dalle reti smarrisca qualcosa nel porto. Eccolo. Alza lo sguardo alla luna, fa un passo, le lancia una frase irriverente, barcolla. Un altro passo, si inginocchia. Forse ha trovato ciò che cercava: falso allarme. Non era lei e poi, ormai è tardissimo. La cercherà un ' altra sera... La sua dignità. I passi dell ' ubriaco che s ' allontanano fanno cedere il legno risvegliando la speranza nell ' acqua mormorante che con le sue piccole lingue s ' avvolge al ponteggio. Come una cagnetta fedele al suo padroncino. I pescatori l ' han sempre detto che quei due, l ' acqua sussurrante e il molo, son fatti l ' una per l ' altro.
Il proprietario della ' Taverna del lupo ' è Felipe. Gli avventori abituali, nessuno escluso e sulla propria pelle, hanno imparato da tempo l ' origine della denominazione. Il mondo è stato inventato qui: a Palos de la Frontera.
Quando a scadenze mensili, quasi puntuali, sbarcano marinai provenienti da rotte lontane e da mari sconosciuti, i ragazzini in cambio di una monetina li accompagnano alla sua entrata.
La scritta ' Taverna del lupo ' fa veramente un figurone. E ' di buona fattura. A giudicare dalla sinuosità dei caratteri, l ' autore deve essere stato un arabo.
I marinai entrano. A destra un tavolo con quattro che giocano a carte. A sinistra rotolano dadi sotto occhi sfavillanti e speranzosi. Di fronte c ' è il bancone assiepato dalle chiacchiere assetate. E Felipe. E dietro a Felipe un ' enorme botte di vino e bicchieri. E pesce fritto, polpette di calamari, olive verdi e nere, frittata di bianchetti, ovvero giovani acciughe o se si preferisce giovani alici, sedano e cicoria verdi e pane.
Gli uomini appoggiati al banco si girano e smettono le parole. Anche a destra si fa silenzio. E a sinistra. Nessuno guarda i nuovi arrivati ma tutti li osservano. Ognuno a suo