fiumana parlante fece desistere Monica che preferì usare le scale antincendio interne. Queste rimbombavano animatamente sotto i passi che le calpestavano.
Monica, dopo cena, aiutò la madre a sparecchiare. La tv pregava di non cambiare canale, promettendo un megaprogramma: qualcosa di mai visto. Il bisogno d’ andarsene a letto era, tuttavia, vincente nei suoi confronti. L’ indomani sarebbe stata un’ altra giornata campale. Monica sprofondò nel sonno.
Seguire le altre materie era più semplice. Esse si svolgevano in ambienti meno spaziosi. Anche perché ci andavano ad assistere solo chi stava seguendo un particolare indirizzo. Tutto il contrario delle lezioni di Filosofia: esse erano seguite da un numero impressionante di ragazzi provenienti dai vari ambiti della facoltà di Lettere e Filosofia.
Arrivò il venerdì; l’ ultimo giorno possibile per assistere alla lezione di Filosofia. Quella volta, Monica entrò trafelata( veniva dalla lezione d’ inglese, tenuta in un altro dipartimento). Era in ritardo. Mentre s’ avvicinava alle scale, notò un ragazzo che osservava attentamente l’ orario delle lezioni. Le sembrò di riconoscerlo: ma sì, era Renato: – Renato, ciao. Non vieni a lezione? – Ah, ciao Monica … sì, devo venirci per forza, fece lui accennando ad un sorriso, – comunque, non precipitarti, ne avranno ancora per almeno mezz’ ora: il rettore ha convocato un incontro d’ urgenza, a carattere amministrativo, che si sta svolgendo nell’ aula magna perché era l’ unica libera. Quindi, prendiamola con … filosofia, e aspettiamo pazientemente che si liberi.
Nell’ attesa, Renato parlò a Monica delle sue passioni, come ad esempio i vecchi film in bianco e nero:
– Non sai che darei per rivedere‘ Notorius’ di Hitchcock sul grande schermo … è un film del 1946. L’ hanno dato recentemente in tv, ma la sua vera vocazione è il cinema.
Monica, dopo aver fatto notare, che al vecchio cinematografo, proprio vicino alla facoltà, davano precisamente quel film, si mise d’ accordo per accompagnarlo, la sera dopo, alla visione. Dopo il film, mentre Renato l’ accompagnava a casa, Monica disse:
– Non so cosa ne pensi tu, ma a me il prof di Filosofia piace. Non nel senso … insomma, non in quel senso, tanto più che non so nemmeno come sia fatto fisicamente. Voglio dire che da lassù, da dove ho assistito a queste sue prime due lezioni, non sono ancora riuscita a vederlo bene. Il fatto è che lo sento preparato. Sa quel che dice, disse col viso che s’ illuminava con le luci della strada.