STILELIB(e)RO Racconti di periferia | Page 100

hall, probabilmente per un caffè. Nell'attesa, Marisa si rese conto che l'albergo era decisamente ben riscaldato. Si tolse il cappotto e lo poggiò sul carrello che le inservienti avevano lasciato a fianco della porta di Giovanni. Non dovette aspettare molto. Lo vide venire dal fondo del corridoio. Era accompagnato da una ragazza bionda stile pin-up. “La sua segretaria...” Pensò. Giovanni e Marisa si guardarono intensamente negli occhi. Lui sorrise come a dire 'un attimo, do disposizioni alla signorina e sono da te'; quando vide uscire la biondina fece per prendere il suo cappotto ed entrare ma quest'ultima le disse: “Sia gentile, ancora un attimo e il signor Johnny Red le libera la camera. Inoltre si scusa ancora per aver dimenticato che a quest'ora fate il riordino... Marisa si sentì gelare. Il sorriso che le aveva fatto Giovanni, era un sorriso di scuse diretto a quella che lui credeva un'inserviente, una cameriera, una governante... o qualunque altra maledetta qualifica del genere. Giovanni non l'aveva riconosciuta e, specchiandosi nell'ascensore che la portava all'uscita, non si riconobbe nemmeno lei. Non prese il taxi. Camminò. I grandi magazzini mostravano in vetrina i nuovi arrivi: vestiario, scarpe, borse e un'altra miriade di cose bellissime. Telefonò alla sua parrucchiera per un appuntamento: – Certo Marisa, anzi se sei libera, poiché c'è stata una rinuncia, puoi venire anche tra un'ora. Giusto il tempo per comprarsi tutto quel che le piaceva. Per quella mattina aveva fatto tutto: compere, visite alla parrucchiera e... al grande Johnny Red. Aveva finito in anticipo i lavori pomeridiani. Indossò tutto quel che aveva acquistato e se ne andò al cinema. Rientrò esattamente per l'ora di cena, aveva preparato tutto, sarebbe bastato riscaldarlo: cosa che Adriana aveva fatto già. Aveva anche apparecchiato, quando Giorgia la vide sgranò gli occhi e disse: – Mamma, sei uno schianto, sembri una mannequin! Saverio con quegli occhi che conosceva bene e Marisa vi si specchiò dentro: riconobbe la quotidianità, forte come una quercia, alla quale non avrebbe rinunciato per niente al mondo.