Showroom Giu/lug 2026 | Page 67

to alle grandi strutture periferiche, perché il cliente si sente seguito nelle sue necessità e domande specifiche.
Come sfruttare al meglio uno spazio così limitato riuscendo ad offrire alla clientela, comunque, un’ esperienza di visita appropriata ed esauriente? La parola chiave è selezione. Cioè una scelta accurata di prodotti in un numero limitato ma fortemente rappresentativi dell’ offerta per qualità, tipologia e fascia di prezzo, e presentarli nel modo migliore possibile. In uno spazio di questo tipo si lavora molto sulla verticalità: le pareti diventano superfici espositive attive, non sfondi neutri. Infatti, le campionature di materiali, finiture e profili possono essere integrate in composizioni a parete molto efficaci, che raccontano la gamma senza occupare spazio a terra. All’ interno, il percorso deve essere fluido e guidato: il cliente deve capire immediatamente dove guardare, cosa confrontare, come orientarsi, anche grazie a una comunicazione visiva efficace: ad esempio con piccole grafiche informative, targhe essenziali sui prodotti, una materioteca accessibile. La vetrina poi gioca un ruolo cruciale: è il primo punto di contatto con il pubblico casuale, che entra anche se non l’ aveva previsto. Se progettata bene- con un allestimento aggiornato e una comunicazione chiara sulla qualità e l’ identità del punto vendita- può diventare un motore di traffico importante.
La parte digitale riveste sicuramente un ruolo fondamentale: come organizzarla? Occorre implementare degli strumenti ad-hoc? Che, però, potrebbero risultare particolarmente costosi … Il digitale in uno showroom di queste dimensioni va concepito come un’ estensione dell’ offerta fisica, non come una sostituzione. E non è necessariamente costoso, dipende da come viene integrato. Il livello base, accessibile a qualsiasi punto vendita, è già molto efficace: uno schermo ben posizionato che mostri i prodotti non esposti, le varianti di colore e finitura, i video tecnici dei marchi trattati con contenuti accessibili e aggiornati. Un tablet sul bancone, abbinato ai configuratori dei principali produttori, permette di espandere enormemente la gamma percepita senza occupare un centimetro di spazio fisico. Il passo successivo sono i QR code posizionati accanto ai prodotti esposti: rimandano a schede tecniche, video dimostrativi, approfondimenti sulle prestazioni. Hanno un costo quasi nullo ma un impatto significativo sull’ esperienza di
Capalbo Creazioni, Cosenza. Superficie 120 metri quadrati( 2024 / 2025)
visita, perché danno autonomia al cliente nelle fasi di esplorazione iniziale. Strumenti più evoluti- totem interattivi, sistemi di realtà aumentata, configuratori 3D proprietari- esistono e funzionano, ma richiedono investimenti e aggiornamenti continui. Per un’ attività di piccole dimensioni, consiglierei di partire da un livello base accurato, piuttosto che investire in tecnologie sofisticate che poi rimangono inutilizzate per mancanza di contenuti o di presidio.
In uno spazio del genere, è fondamentale prevedere un riallestimento periodico per rinnovare l’ interesse e la sorpresa da parte magari di un’ utenza anche casuale … Ogni quanto è opportuno pensare di cambiare, rinnovare e, soprattutto, quali strategie usare? In uno showroom piccolo, in posizione cittadina con una vetrina su strada, il riallestimento periodico non è un’ opzione, ma parte integrante della strategia commerciale. Chi passa ogni giorno davanti alla stessa vetrina immobile smette di vederla. È un fattore antropologico connaturato nella natura dell’ uomo. Il ciclo che consiglio è strutturato su tre livelli. Il primo è la vetrina: va aggiornata con frequenza stagionale, almeno quattro volte l’ anno, con un allestimento coerente al periodo e alle priorità di vendita del momento. Non deve essere necessariamente complessa, basta che sia diversa, fresca, capace di catturare l’ attenzione di chi già la conosce. Il secondo livello riguarda un prodotto o un’ ambientazione“ in evidenza” all’ interno dello spazio: qualcosa di nuovo, una novità di gamma, una
Cristiano Bonesso, titolare ProgettazioneInterni. net
finitura appena introdotta, un accessorio stagionale. Questo giustifica la visita anche per chi è già cliente e conosce lo showroom. Il terzo livello è la revisione un paio di volte l’ anno dell’ allestimento complessivo. Serve a capire anche se ci sono prodotti che non performano, se la gerarchia espositiva è ancora coerente con l’ offerta attuale, se occorrono nuove soluzioni. La strategia più efficace non è quella di cambiare tutto ogni volta, ma di progettare fin dall’ inizio uno spazio flessibile, con sistemi espositivi modulari che permettano rotazioni rapide e a basso costo. La sorpresa si può generare senza grosse rivoluzioni: basta un dettaglio nuovo nel posto giusto.
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