Showroom Giu/lug 2026 | Page 66

PROGETTO SHOWROOM

UNO SHOWROOM IN FORMATO RIDOTTO

Prosegue il nostro excursus progettuale e concettuale sulle diverse tipologie di spazi espositivi dedicati a porte e finestre. In questo caso ci dedichiamo a uno showroom di piccole dimensioni
Frida Nobile
Vetreria Giarratana, Siracusa SR. Superficie 120 metri quadrati( 2025)

Dopo aver ragionato sui criteri espositivi e funzionali di uno showroom di porte e finestre di grandi dimensioni nell’ ultimo fascicolo, ci concentriamo adesso sull’ esatto contrario, cioè su location piccole. Partiamo quindi dall’ ipotesi di avere a disposizione uno spazio 100-120 m 2, verosimilmente collocato in contesto cittadino, con una sola vetrina. Da qui iniziamo la nostra chiacchierata con l’ arch. Cristiano Bonesso titolare di ProgettazioneInterni. net, per capire quali potrebbero essere i criteri e le riflessioni su cui basarsi per un progetto di questo tipo che risulti adeguato da una parte e memorabile dall’ altra.

Plus e minus di uno showroom di piccole dimensioni. Come si affronta la progettazione di uno spazio espositivo di porte e finestre decisamente piccolo, come quello indicato? Uno spazio di 100-120 m 2 in contesto urbano, con una sola vetrina, è una condizione che incontriamo spesso. E devo dire che, paradossalmente, i vincoli aiutano, in quanto comportano scelte nette. Il primo passo è rinunciare all’ idea di rappresentare tutta l’ offerta. In uno spazio contenuto non solo non è possibile, ma si rischia di ottenere un risultato caotico e poco leggibile. Il criterio principale sul quale basarsi è il posizionamento commerciale. Quindi, è fondamentale definire il target, il mix merceologico da proporre e il posizionamento nel mercato, cioè la fascia di prezzo della mia offerta. Partendo da questi assunti, si procede alla scelta dei prodotti da selezionare, del linguaggio espositivo e del tipo di esperienza che si vuole offrire. La varietà merceologica va gestita con cura senza sovrapposizioni e senza creare confusione visiva, tramite una selezione rigorosa e una gerarchia espositiva molto chiara. Il vero punto di forza di una location piccola consiste nella possibilità di costruire un’ atmosfera intima, quasi domestica. Ed è proprio per questo che occorre sfruttare al meglio ogni singolo quadrato e farlo lavorare, senza lasciare zone morte, o angoli dimenticati. Se progettato bene, uno showroom di piccole dimensioni può lasciare un’ impressione addirittura migliore e più efficace di una sala mostra grande ma dispersiva.
Uno showroom di questo tipo va visto solo come uno spazio di rappresentanza? No, e sarebbe un errore strategico vederlo così. La dimensione ridotta non riduce la funzione commerciale dello spazio, casomai costringe a delle ottimizzazioni. Uno showroom di 100-120 m 2 può e deve essere uno spazio di vendita attivo, non una semplice vetrina istituzionale. La differenza la fa la progettazione. Se lo spazio è pensato per accompagnare il cliente in un percorso di scoperta e consultazione, può essere efficacissimo anche in un formato contenuto. Il vero punto di differenza fondamentale rispetto a uno showroom grande è il modello di relazione con il cliente. Qui la consulenza diventa centrale: non si viene a“ guardare tutto” in autonomia, si viene per un incontro guidato. Questo implica che l’ area dedicata al confronto tecnico- come campionature, tavolo di lavoro, materioteca ancorché ridotta- è parte integrante del progetto. In certi contesti urbani questa dimensione relazionale può addirittura diventare un vantaggio competitivo rispet-
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