possibile: sei venuto tu a fare un gran casino. Non potevo
restarmene di là, a letto, e fingere di non aver sentito.
Ora mamma e papà sono ad una cena, una specie di festa,
non so di preciso, una cosa da grandi. Il numero di telefono è
scritto su un foglio sul tavolino. Sono solo in casa, è una sera
speciale in un certo senso, una grande prova generale.
È la prima volta che mi lasciano senza baby sitter. Dicono
che di me si possono fidare, che sono grande e responsabile.
Proprio per non deluderli, non posso tornare a letto tranquillo sapendo che tu sei qui, in salotto, sia pure legato. Dunque ora li chiamo sul cellulare, saranno di ritorno in cinque
minuti se telefono. O chiamo mamma e papà o telefono alla
polizia. Vediamo allora cosa avrai da dire ai poliziotti, signor
“renna numero 428”. -
Girò le spalle e si avviò a passi misuratamente lenti in direzione dell’apparecchio telefonico poggiato sul tavolino dove
c’era anche il numero di cellulare della mamma. Nell’uno e
nell’altro caso Willy sarebbe stato fritto. Nonostante i suoi
bei voti all’Accademia.
Mai, in tutta la storia della Lapponia, una renna in missione
si era fatta beccare.
Non ci voleva molto a capire che, se pure li aveva, gli assi nella manica non servivano a molto, in questo frangente.
La storiella di Babbo Natale da sola non sarebbe bastata. Voleva prove, quel ragazzino.
- Ascolta. Fermati un momento. Ti rendi conto che stai commettendo un grande sbaglio? Io non posso perdere tempo. È
Natale, capisci. Natale viene solo una volta l’anno. Abbiamo
poche ore a disposizione per consegnare i giocattoli.
I pinguini costruisci-giocattoli possono anche prendersela
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