ci sono tre grandi laghi. Noi stiamo in una città sulle rive di
quello più a sud, Urmia. Il comandante era perplesso: - Mica possiamo atterrare nella piazza del mercato... I tre si guardarono. Melekh suggerì: - Allora mettetevi in orbita alla nostra latitudine e rendetevi visibili. Quando vi vedremo vi chiamiamo e voi triangolate il segnale della radio. L’idea fu accettata.
Due giorni dopo i tre stavano sul tetto del tempio. La notte
era serena. La luna piena splendeva nel cielo.
Kantschvar non era contento: - Quel satellite fa impallidire
le stelle. Il pianeta con gli anelli deve essere quello dall’altra
parte, quello vicino a quelle due stelle quasi uguali. Beltesha’tstsar urlò: -Eccoli! Una luce era apparsa in cielo, splendeva come una nova. Si
attaccarono alla radio: - Stella del mattino, Stella del mattino, ci ricevete? Fischi, schioppettii, poi: - Qui Stella del mattino, vi riceviamo forte e chiaro. Sono il comandante. Avete un mezzo di
trasporto? - Un mezzo di trasporto? Ma vuoi scherzare, comandante?
Qui usano dei quadrupedi che chiamano dromedari o altri
che chiamano cavalli. Ma a che cosa ci serve, un mezzo di
trasporto? - Melekh era allibito.
- C’è una tempesta sulle stella del sistema. Riusciamo a ricevervi ma non a triangolarvi. Se vi muovete in linea retta,
diciamo verso la direzione in cui la stella tramonta, potremo
interpolare il segnale e rintracciarvi. - E per quanto dobbiamo muoverci? Il comandante era imbarazzato e si capiva anche tra le scariche del segnale: - ...Diciamo nove gradi sul parallelo, direzio-
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