center, come capelli irti di una parrucca mostruosa, sono percorsi dall’alto verso il basso da presumibili flussi di energia informativa che illuminano la superficie viscida e palpitante della
massa nel punto in cui si innestano.
Qualcuno potrebbe dire che si tratta della normale strategia attuata da una qualsiasi rete televisiva per alzare lo share: deviare
la scelta televisiva del telespettatore medio costruendo un palinsesto coerente con i fatti reali. Invece io penso, paranoicamente, che
si tratti di un’operazione esattamente inversa: influenzare l’interpretazione dei fatti reali tramite messaggi allegorici e simbolismi
veicolati dal mezzo filmico. E non mi riferisco ai messaggi subliminali adottati dagli strateghi della pubblicità per influenzare le
scelte commerciali dei consumatori. Il telespettatore non pensante
della prima serata, quello determinante dal punto di vista statistico, riceve così la sua dose quotidiana di anestetico, la sua dose di
esegesi collettiva, la sua dose di immagini apparentemente innocue ma che nell’intimo svolgono una straordinaria opera di convincimento.
La massa nera e ben nutrita, risultato tumorale della società dei
consumi, non si accorge di me: non mi teme, forse mi risparmierà. È diventata spavalda, sicura di sé, autosufficiente, o è
semplicemente sazia ???????????????????????????????????????????????e???????????????????????????????????????????)?????e??????????????????????????e???????????????????)?????e????????????????????%???a??????????????????????????????d???????????????????????????????????????????????????????)??????????????????????????????????????3?e??????????????????????????????????????????????????????????????????)?????????????????????????????e???????????????(??((